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De.licio.us
Categorie esplorazioni

Non è ancora ufficiale, la notizia viene da Speleomania, postata in Inglese e ripresa da un forum francese:

Due Speleologi Ucraini hanno raggiunto e superato i -2000 metri di profondità con la terza spedizione in quest'anno nella stessa grotta Caucasica. L'abisso Krubera-Voronja non è solo la grotta più profonda del mondo; nell'immaginario speleologico rappresenta un confine che venti anni fa sfiorava le fantasticherie di Giulio Verne, abbiamo raggiunto e superato i due chilometri, per l'esattezza 2050 metri di profondità. Già nell'esplorazione di questa estate avevamo ipotizzato la possibilità di infrangere il muro, con un articolo di agosto che documentava il record mondiale di profondità.

I materiali impiegati sono gli stessi usati dagli speleologi di tutto il mondo: Corde di nylon, caschi e attrezzi comuni. L'apertura delle frontiere e le condizioni economiche migliori stanno aprendo la strada alla speleologia in luoghi remoti del mondo: L'Asia e l'America Latina riservano ancora grandi sorprese e gioie per gli esploratori del buio, gli ultimi cartografi, gli ultimi amanti dell'ignoto.

Le tecnologie moderne hanno ormai mappato l'intera superficie terrestre, rimangono inesplorate solo alcune zone del Sudamerica e poche lande desolate delle Regioni Polari; Anche per gli abissi marini esistono ormai profili più che dettagliati. Lo Spazio offre occasioni alle esplorazioni, ma il gusto della scoperta in questo campo non è appannaggio di comuni mortali se escludiamo gli osservatori dilettanti, ma le enormi spese da sostenere bloccano sul nascere la diretta esplorazione.

All'uomo curioso non resta che cercare nelle viscere della terra: In Italia l'ultima frontiera sono le Alpi che ci stanno progressivamente svelando le loro meraviglie nascoste. Nel mondo oltre all'Asia, all'America Centrale e Sud America c'e' ancora da cercare nel ghiaccio; stupefacente e incredibile, nei ghiacciai tra i crepacci e i "mulini glaciali" , veri e propri abissi, si snodano chilometri di gallerie, effimere e passeggere, perchè possono richiudersi nel giro di poco tempo. L'osservazione di queste cavità glaciali stà dando origine alla glaciospeleologia, una scienza molto utile soprattutto per monitorare i cambiamenti del clima e dell'atmosfera terrestre nel corso dei millenni.

L'esplorazione e la scoperta, vecchie quanto l'uomo, raggiungono oggi nel nostro campo un traguardo ambito e sognato. Due chilometri di profondità. Agli autori di questa grandissima performance i complimenti della nostra piccola comunità speleologica.

In attesa della documentazione e della relazione ufficiale, rimando i lettori alla notizia francese: http://www.speleomania.com/forums/index.php?act=ST&f=21&t=666#entry1690

Spedizione Pindos 2004

PINDOS 2004

Prime notizie

Il 5 agosto 2004 si è conclusa la spedizione internazionale sui monti del Pindos nella regione di Zagori all'interno del parco delle gole di Vikos. I risultati ottenuti sono stati molto soddisfacenti, infatti sono state esplorate e topografate 42 nuove grotte di cui la più profonda raggiunge i -200. La caratteristica principale di tutti le grotte esplorate è la presenza di grandi pozzi d'ingresso in media intorno ai 50-60 metri che terminano su crolli, solo in alcuni casi sono stati trovati sale e meandri terminanti con strettoie che in alcuni casi forzate non hanno portato a significative prosecuzioni. In ogni caso la zona si presenta interessante per ulteriori esplorazioni avendo un carsismo molto esteso e poco conosciuto.

alla spedizione greca Pindos 2004 ha partecipato come gruppo italiano, oltre che a Natura Esplora, anche il Gruppo Spleleologico San Giusto di Trieste, qualche notizia e qualche foto la troverete nei prossimi giorni sul sito www.gssg.it  .

Notizia di Francesco Maurano e Clarissa Brun

Grandi News dai calcari bollenti del massiccio più bastardo del lecchese e grandi news soprattutto dal suo gelido sottosuolo.

Il 2004, dopo 5 anni di campi e un crescendo di gente e risultati, pareva fosse un anno di stanca e di transizione, con la perdita di alcuni gruppi "fondatori" e le fatiche da mettere in conto per domare i salti di Kinder Brioschi.
E invece l'annata di InGrigna!2004 si è rivelata ricca di sorprese e di rinnovato interesse...

Ecco cosa si è combinato:

P R E C A M P O :
- Revisione potenzialità, rilievo e disarmo di Arione (Zona Pizzo della Pieve), Nelson Mandello (con l'aiuto degli amici Emiliani) e di Buffer. La gara per la più stronza tra le 3 la vince sicuramente Buffer con neve e ghiaccio fino a -100, ma queste attività hanno permesso di recuperare materiale da reinvestire in altre cavità.
- Nuove Explo a "Pingu", con scoperta del pozzone "Il Guerriero" (disceso poi durante il campo) e della giunzone verso i -40 con il vicino scomodo Kinder. Inalterate le profondità.

C A M P O :
- Il Guerriero di Pingu fa 102 metri di botto, con 80 nel vuoto da far maronare le mutande. La base è una sala gigante con una cotanta frana e prosecuzioni che sono state rilevate ma che vanno lavorate. Forse ci si aspettava qualcosa di più, ma chi ha poi rilevato giura di aver visto prosecuzioni. Nel frattempo il pendolo a -20 sul 102 regala 100 metri di prosecuzioni in arrivi, carini ma senza grandi pretese.

- "Abisso dei Coltellini", ripreso a gran lena per cercare giunzioni con Buffer e per rivedere alcuni pozzi. Sceso un 60, poi il pericolosissimo 60 sotto frana, poi un 30 ma anche qui nesuna prosecuzione eclatante, forse ci sarà da ravanare un po'...

- Explo e rilievo delle cavità "Bustina Furba", "Probabile Abisso", "Probabile Probabile Abisso" e "Grotta del Bue Muschiato". Le prime 2, rispettivamente con ingresso in parete e a meandro stretto, risultano collegate e formano un intricato complesso ricco d'aria ma un po' disagevole, la prosecuzione è in meandro da allargare nei pressi del fondo a circa 20 metri di profondità. la terza è una frattura di scarso interesse da rivedere con meno spina dorsale, mentre il Bue Muschiato merita un particolare elogio, sia perchè sfuggiva a qualsiasi individuazione, sia perchè l'esplorazione con temporale ha permesso di assistere in diretta ad un innesco di meandro a doccia sul primo pozzo! Poligonale esterna, rilievo e disarmo di tutto. Più che altro erano buchi da censire in modo da non sprecare ulteriormente risorse.

- "Kinder brioschi": Squadra agguerrita con baricentro spostato nel Tosco Emiliano ha insistito nei freatici del fondo, con risalite a cercare parti fossili per 30 m e ulteriori ridiscese per complessivi 60. Trovata un'ampia sala di crollo con arrivi e labirinto di freatici (non essendoci stato la descrizione potrebbe apparire riduttiva). Da rilievo la grotta raggiunge i -830 scalzando Capitano Paff dal secondo posto per profondità, avvicinandosi di molto a "W le Donne" intorno ai -900 nei pressi del Campo Base. Impressioni a posteriori danno una giunzione vicinissima con soli 5 metri di dislivello! Se così fosse non muterebbe la profondità ma il complesso "W le Donne - Kinder - Pingu" supererebbe i 2 Km.

- Proprio in contemporanea alla punta a Kinder, un'altra squadra ha riarmato l' "Antica Erboristeria" allo scopo di scendere un 20 poco prima dell' 80 finale. Pozzo merdosissimo con ogni ben di dio in bilico su china detritica fangosa e così al posto di scenderlo è stato risalito per circa 10 m. E' stata la svolta del campo. Il delirio giunzione ha impossessato tutti: dopo circa 100 metri di condotte freatiche suborizzontali è stata accertata la giunzione con "I Ching" all'altezza del pozzo Panarizzo. "I Ching", grotta esplorata attorno alla metà degli anni 90 dal gruppo speleologico di Varese, era già stata protagonista di una giunzione nell'anno scorso con "Il Mostro", un P140 che a metà si affianca al già citato Panarizzo. Sull'onda dell'emozione è stata immediatamente rilevata la parte nuova, rilevata nuovamente la parte iniziale dei Ching e fatta poligonale esterna di collegamento Antica - I Ching.
Da rilievo si vede chiaramente che esiste un livello di freatici a circa -70 rispetto alla cresta, che taglia diagonalmente le tutte principali cavità della zona. E W le Donne ? Tempo 2 uscite ed anche questa giunzione entrando da I Ching è fatta. Reso agevole un passaggio con metodi non convenzonali, il pozzo poco dopo è il P120 delle zone alte di W le Donne. Il complesso diventa W le Donne-Ching-Mostro-Antica Erboristeria fa sì che la grotta più profonda di Lombardia abbia un incremento di 7 metri di profondità.

- In ultimo, ma solo in ordine di attività è stata aperta esplorata la parte iniziale di una grotta già individuata da battute esterne in zona "Bustina Furba" e "Bue Muschiato". Le esplorazioni sono ferme a -40 ma con almeno due pozzi da scendere rimasti tali per mancanza di corde. Il nuovo certamente abisso ha rievuto l'appellativo di "Topino e le Giostre" e promette di fare tanta strada in una zona molto interessante in quanto parte alta di Kinder Brioschi.


Hanno partecipato

Marzio "Commissario" Merazzi, Adolfo Merazzi, Ale "Pallino" Marieni, Carlo "Pianchetta" Civllini, Damiano "Lontra" Montrasio, Sergio "Man"Tronico, Luana "JMT" Aimar, Antonio "Premax" Premazzi, Daniele "Figio" Figini", Roby e Lele dello S.C.Erba
Andrea "Supergiovane" Ferrario, Gabriele e Mauro del Gruppo Grotte Saronno
Daniele Conan Bassani e Enzo dell'As Comasca.
Gerry e Sandro di Gruppo Grotte di Busto Arsizio
Pavel Bonato e fratelli Bianchi del Valceresio

And Very very Special Guest:
I mitici Tosco-Emiliani Siria, Luca, Matteo, Valentina e Michele
La Isolana Comacina Katia Poretti
Andrea "Demonio" Maconi, Marco "Cutu" Galli e Mariarosa Cerina per GG Milano
Teresa Fresu e Riccardo "Loco" Pozzo
Marco "Corvo" Corvi dello speleo varesino

Spero vivamente di non aver dimenticato nessuno...

Notizia di Damiano Montrasio

rettifica ufficiale - Krubera-Varonya - 1.823 m  Traduzione di Mauro Villani

Dopo le illazioni arrivate ieri, oggi, sempre sulla Lista Speleo francese, giunge un comunicato ufficiale da uno dei partecipanti alla spedizione internazionale appena conclusasi all'Abisso Krubera-Varonya.
Pur se le quote relative vengono ridimensionate dalle topografie, la quota massima ufficialmente raggiunta ( -1.823 m) rimane un risultato esplorativo notevolissimo.

Tanto di cappello agli speleo del Varonya.

A voi il testo della mail di Bernard Tourte, in originale e tradotto per i meno avvezzi.......

Oggi 28 agosto la spedizione ufficiale organizzata dall'Associazione Ucraina di Speleologia nell'Abisso di Varonya (vallone d'Ortobalagan nel Caucaso Occidentale), con la collaborazione ad invito di diversi speleologi d'origine inglese, spagnola e francese ed il patrocinio del National Geographic Statunitense è terminata.

A causa delle differenti informazioni circolate dalla fine di luglio riguardo la quotazione del fondo di questo abisso, diverse esplorazioni e topografie sono state realizzate. Così il sifone scoperto e quotato -1.830 da un équipe di Mosca chiamata Cavex alla fine di luglio 2004, è stato integralmente topografato nel corso di quest'ultima spedizione.

La quota d'ingresso di questo sifone è stata riportata a -1.770 m. La differenza di quotazione va attribuita al fatto che la suddetta équipe russa aveva collegato la sua esplorazione di fine luglio 2004 ad uno schizzo esplorativo redatto alla fine d'agosto 2003 e non ad un rilievo topografico reale oltre la quota -1.544 m.

Di conseguenza il termine della punta 2003 annunciato a -1.680 m, va oggi riportato alla profondità di -1.629 m, con una differenza di 51 m.

Peraltro, durante i lavori effettuati in questi ultimi giorni, uno speleo-sub ukraino ha superato il sifone terminale di questo ramo aggiungendo 17 m di sviluppo per una profondità di -10 m (questo sifone prosegue stretto e senza visibilità). (la profondità totale è quindi -1.780 m.  ndt.).

Infine un nuovo ramo è stato scoperto, esplorato e topografato, partendo dalla quota di -1.637 m, dall'équipe di punta costituita da 4 ucraini, 1 spagnolo ed 1 francese, che hanno passato gli ultimi 15 giorni sottoterra oltre la quota di -1.200 m.

Questo nuovo ramo semi-attivo porta adesso Varonya alla quota di -1.823 m (record del mondo di profondità) con termine su sifone.

Tuttavia le prospettive in questo nuovo ramo rimangono ancora numerose. Varonya riserverà ancora in avvenire e senza alcun dubbio, delle nuove sorprese.

Informazione ritrasmessa da:

Bernard Tourte
Vice presidente della Fédération Française de Spéléologie

In diretta dal campo base della spedizione

AVIS D'INFORMATION

Ce jour 28 août 2004, l'expédition officielle organisée par l'Association ukrainienne de spéléologie dans le gouffre de Varonya (valon d'Ortobalagan dans le Caucase Occidental), avec pour invités divers spéléologues d'origines anglaise, espagnole et française et avec le patronage de National Géographique Etats-Unis touche à sa fin.

Suite aux différentes informations qui ont pu circuler depuis fin juillet sur la cotation du fond de ce gouffre, divers travaux topographiques et de découvertes ont été réalisés. Ainsi le siphon découvert et côté à -1.830 m. par une équipe de Moscou dénommée Cavex fin juillet 2004, a intégralement été topographié au cours de cette toute dernière expédition.

La cotation d'entrée de ce siphon est dorénavant ramenée à -1.770 m. La différence de cotation est impartie au fait que cette équipe russe a rabouté son exploration de juillet 2004 à un croquis d'exploration établi de août 2003 et non, à une topographie réelle au-delà de la cote de -1.544 m.

Ainsi le terminus de la pointe  2003 annoncée à - 1.680 m., se voit aujourd'hui ramené à la profondeur de -1.629 m, soit une différence de 51 m.

Par ailleurs, dans les travaux effectués ces jours derniers, un plongeur ukrainien a passé le siphon terminal de cette branche, ajoutant ainsi 17 m. de développé pour une profondeur de -10 m. (ce siphon se poursuit étroit et sans visibilité).

Enfin un nouveau réseau a été découvert, exploré et topographié depuis la côte de -1.637 m, par l'équipe de pointe constituée de 4 ukrainiens, 1 espagnol et 1 français, qui ont passé ces 15 derniers jours sous terre en dessous  la cote -1.200 m

Cette nouvelle branche semi-active mène dorénavant Varonia à la cote de -1.823 m (soit le record du monde de profondeur).Avec un arrêt sur siphon.

Les perspectives de ce nouveau réseau restent cependant encore nombreuses, Varonia réservera encore, sans nul doute, de multiples nouvelles surprises à l'avenir.


Bien cordialement à tous

Information retransmise par Bernard Tourte

Président Adjoint de la Fédération

En direct du camp de base de l'expédition

Un ringraziamento particolare dalla Scintilena a Mauro Villani del Museo Civico di Paleontologia e Speleologia "E.A. Martel" di Carbonia (CA) per la traduzione e per avermi mandato direttamente la notizia. 

Breve resoconto del campetto in alta Valbrembana, dorsale Cavallo, Cavallino Pegherolo.
Area molto acclive, priva di pianori carsici, in giro soprattutto pareti. In passato (inizio anni settanta) oggetto di interesse da parte del Gruppo di San Pellegrino. Alberto Frassoni, uno degli esploratori di allora, ha dato il suo contributo fornendo schizzi, rilievi ed accompagandoci (sotto la pioggia) all'ingresso delle grotte note.
Piu' di recente il settore orientale, Vallanzana, e' stato guardato dallo SCO, Rosi Merisio soprattutto, con individuazione di un meno cinquanta e di un ingresso con molta aria, il ventilatore.
Siamo stati sei giorni accampati presso San Simone, in una decina di speleo (senso lato) e fino ad un massimo di quattro cani.
 Pioggia quotidiana, ma il fuoco e' rimasto sempre acceso, ed e' gia' un risultato.
Varie prospezioni, trovando qualcosa di nuovo e rivisitando il vecchio. Segnalazione di pozzi aperti, non raggiunti per mancanza di tempo.
I risultati principali scaturiscono dalla Valle Rotta, settore nordorientale.
La rivisitazione dell'Abisso Zanchi (-120) ha portato al rilievo della grotta (pare finora ci fosse solo uno schizzo) ed all'esplorazione di un nuovo ramo con aria, non conclusa. L'abissetto e' ben articolato, nel senso che non e' una verticale unica, ma e' fatto anche di condotte, meandri. C'e' eanche una bella corrente d'aria, con frequenti inversioni.
Il Pozzo della Cupola, nella stessa valle: pittosto incredibile, un classico nicchione in parete che cela subito dietro un P ottanta. Sotto, due strettoie con aria, manzate, pozzo da venti, chiude. L'aria fila via dritta, necessario traverso risalita.
Assai interessanti l eosservazioni sulle sorgenti: in particolare, in pieno Brembo, ramo occidentale, abbiamo individuato una sorgente con portata di alcune centinaia di litri al secondo. Li' intorno , pero' abbiamo traivato solo una condottina con poca aria, apparentemente troppo poca per sperare in qualcosa di grosso.
E' rimasta, oltre che una discreta soddisfazione, parecchia carne sul fuoco, per cui credo che ci torneremo. Ringraziamenti particolari per Alberto Frassoni, formidabile nella documentazione di attivita' di un trentennio fa e nella ricerca di vecchie e nuove cavita', a Giorgio Pannuzzo, Massimo Pozzo e Rosi Merisio, che in extremis (abbiamo deciso la meta all'ultimo minuto, senza uscite preliminari) ci hanno fornito le informazioni necessarie.

Notizia di Sandro Uggeri

Notizia di Giorgio Pannuzzo

 
Tanta attività e qualche significativa novità esplorativa nelle ultime settimane dal M. Arera, a cura del GSB le Nottole, con il prezioso sostegno di GEC-Genepi e amici vari di altri gruppi (GS V. Intelvi - SC Orobico - SC Lovere - GG Milano SEM - GS M.Orfano).
Molto apprezzata l'esaltata partecipazione di alcuni ex corsisti, prematuramente svezzati a conoscere le cose della vita
immediatamente dopo il conseguimento dell'agognato attestato...

--Aracnofobia: Proseguite le disostruzioni in questa piccola cavità tettonica che "aspira" a diventare ingresso alternativo del sottostante Abisso dei due Increduli (-500), possibilità tutte da valutare.

--Lacca della Seggiovia: Proseguono in questo buchetto (-30), strategicamente posizionato vicino alla verticale di F. Zappa, le sedute disostruttive dedicate alla ventosa finestra di -10, l'eco mostruoso che ritorna dall'altra parte della fessura è sempre più vicino, forse una o due uscite ancora per passare...

--Abisso F. Zappa: Continuano le risalite nel nuovo ramo laterale da poco aperto, siamo a circa +30 rispetto all'ingresso, partendo da -60. Il ramo prosegue verso l'alto, in cima ad una bella saletta con aragoniti, ma ci sono anche 2-3 possibili disostruzioni con aria nelle parti basse. Invariato al momento il dislivello complessivo (230m).

--Laca di Muradei: Finalmente "bucato" il passaggio soffiante in fondo alle "Deviazioni di D. Rigoberto" (-160), proprio ieri un bel festivo infrasettimanale affollato e operoso ha fruttato l'addomesticamento di alcuni passaggi intermedi e soprattutto l'esplorazione di una nuova serie di saltini (5m, 10m, 15m) con ambienti belli e fungillosi. Il nuovo fondo lascia probabilmente invariata la profondità complessiva (-198), ma una fessura con discreta aria potrebbe offrire nuove emozioni, sempre se decideremo di investirci con ulteriori fatiche disostruttive. Un interessante arrivo d'acqua (momentaneamente inattivo) occhieggia all'inizio della nuova sequenza di pozzi, facilmente raggiungibile con pochi fix di artificiale, e probabilmente è proprio da lì che arriva la gran parte dell'aria smarrita lungo la discesa. Nonostante il risultato, tutt'altro che disprezzabile, resta un pizzico di delusione: ormai eravamo irrazionalmente convinti che non si frapponessero ulteriori ostacoli verso la giunzione col vicino Abisso dei due Increduli.

La carne al fuoco è ancora tanta, per fortuna stiamo incassando i primi dividendi di molti lavori intrapresi da mesi o anni, li consideriamo acconti, in attesa di qualche nuovo colpo grosso.

Notizia di Nicola Ruggeri

Il 22 maggio 04 si è svolta una spedizione Toscoveneta al sifone terminale del complesso del Monte Tambura, Pinelli, Pianone, Paleri, Kinaski, che si trova a -968 .
Entrando dal'ingresso basso del complesso, ( Pianone), e arrivati al sifone che si trova a circa - 400 si sono immersi 2 speleosub che dopo averlo superato hanno esplorato circa 300 mt di gallerie e scesi circa 40 mt di profondita, perciò con questa è la nona grotta in Italia a superare il -1000.
I partecipanti di questa importante esplorazione svolta in varie uscite sono:
Bertoli Marco GSF
Chiomento Enrico USV
Guidotti Gianni
Panichi Siria GSPT
Pasqualini Andrea GSM
Pimazzoni Stefania USV
Ruggeri Nicola USV
Scala Stefano USV

Il mese di Marzo è stato un pò avaro di scoperte:

A Cuba sono state scoperte ossa preistoriche , a Narni l'Utec ha trovato una grotticella e un canale di raccordo acque  a Stifone, a Petralia Sottana sono state rinvenute delle raffigurazioni del periodo neolitico, mentre i Bresciani all'estero sono impegnati in Mactingol 2004.

Gli speleosub a Castelcivita portano a termine l'esplorazione di una risorgiva, intanto in Lombardia i Soliti Noti continuano incessanteemnte le esplorazioni in Ingresso Fornitori e in tutta la zona del Tivano in generale.

Marzo è da ricordare comunque per il casino successo in Messico per gli speleologi inglesi rimasti bloccati in grotta e per tutte le successive ripercussioni che questo fatto causerà nelle spedizioni internazionali.

Mi sembra che per Marzo sia tutto qui...

Notizia del Giornale dell'Umbria di oggi

Non li ferma neanche il gelo e la neve. Gli speleologi dell'Utec, l'associazione narnese che da quasi trent'anni svolge attività speleo in tutta Italia, anche nell'ultimo week-end hanno compiuto escursioni nella zona di Stifone e Monte Santa Croce. "E' stata un'uscita esplorativa-ha detto Andrea Scatolini-che avevamo programmato da tempo e quindi il fatto che le condizioni meteo fossero pessime non ci ha spaventato". Nella zona dell'antico porto fluviale del Nera i tre, insieme a Scatolini c'erano Virgilio Pendola e Stefano Rossini, hanno scoperto una piccola grotta finora sconosciuta a cui si accede dai ruderi di alcuni edifici, probabilmente identificabili con i resti delle "ferriere" del 1700. "A causa del maltempo-ha spiegato Scatolini- non sono state effettuate ricerche interne perchè la grotta era interessata da un forte flusso di acqua e probabilmente in futuro occorrerà fare ricorso a tecniche speleosub per superare probabili sifoni. A pochi metri dalla grotta è stato scoperto anche un cunicolo percorribile che si spinge al di sotto dei caseggiati, ma l'splorazione è stata rinviata ad indagini successive perchè anche qui l'acqua minacciava piene improvvise". Giunti in cima a Monte Santa Croce i tre si sono addentrati all'interno della "Grotta dello Svizzero", fino a raggiungere le salette terminali a circa 60/70 metri di profondità. La cavità costituisce la maggiore grotta del Comune di Narni e l'uscita intendeva verificare ulteriormente l'esistenza di opere umane che facessero identificare la grotta con una delle miniere di ferro dello Stato Pontificio che qui si coltivavano tra il 1700 e il 1800, secondo documenti conservati presso la biblioteca comunale. I tre speleologi narnesi hanno verificato l'esistenza di alcune piccole vene di minerale di ferro ossidato, prelevando alcuni campioni di minerale, forse "limonite pisolitica", e scattato alcune foto. "L'uscita non ha portato comunque a novità di rilievo-ha sottolineato Scatolini-visto che non è stato trovato altro, oltre alle scalette ricavate nella pietra, alcuni fori fatti con punteruoli e muretti a secco edificati per rendere più stabili i cunicoli, opere di cui eravamo già a conoscenza". Nella stessa mattinata si è svolta una esercitazione del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico presso la Grotta di Narni in Strada di Funara a cui hanno partecipato una ventina di speleologi.

Gennaio ha riservato certamente un bell'avvenimento al Buso della Rana / Pisatella e i gruppi di Malo e Schio impegnati nella congiunzione delle due grotte.
L'innevamento dei rilievi alpini certo non facilita l'attività, così a Vicenza riprendono fiato, al contrario non ci sono problemi di neve in Sicilia per lo Speleo Club Petra.
A Sassari grazie agli sbancamenti per una strada si è scoperto l'ingresso di una nuova grotta, mentre Casati si immerge all'Elefante Bianco per portare un pò di luce sul rilievo della grotta.
Al Tivano, neanche a dirlo continuano le esplorazioni. Stessa cosa sul Grappa. All'estero novità dal Marocco, dal Messico e per la glaciospeleologia da Upsala in Patagonia a cura di la Venta; Più vicino a casa nostra gli Sloveni inseguono la Reka sotterranea. A Cuba procede Matanzas.
Inglesi e Argentini hanno smesso da un pezzo di farsi la guerra per le Falkland e portano a termine una spedizione congiunta.
Nel Lazio inizia una campagna di ricerca sugli Etruschi, a Puerto Escondito stà cedendo un ingresso e per finire, in Sardegna è stata individuata una nuova specie di Pipistrelli: L'Orecchione Sardo.

Notizia di Francesco De Grande (OSM Sottosopra - Modena)

La Val Serenaia dal 2000 in poi - Apuane settentrionali (LU)
Ovvero perchè nel marmo è più difficile esplorare che nel calcare selcifero?

Forse non tutti sanno che da circa dieci anni la Val Serenaia, una volta considerata la cenerentola delle generose (speleologicamente parlando) Alpi Apuane sta riservando grossissime sorprese. La prima sensazionale scoperta è stata fatta tra il 1994 e il 1996, quando venne esplorata la
Buca del Pannè, cavità di grandi dimensioni interemente sviluppata nei calcari selciferi (oggi è un vero e proprio sistema con 4 ingressi, circa 600m di dislivello e oltre 5 km di sviluppo), considerati fino a quel momento non idonei a contenere un così vasto vuoto ipogeo. Un po' più in alto, a 1700m di quota, c'è un altra grotta, la Buca dei Canneggiatori (-380 per oltre 1 km di sviluppo) che non fa parte del sistema (almeno per ora).
La seconda scoperta è relativa al percorso sotterreneo delle acque, che contrariamente ad ogni ipotesi fino ad allora formulata, trovano la loro risorgenza a Nord, presso l'abitato di Equi Terme, ad una distanza in linea d'aria di oltre 7 km. Poi in anni più recenti le colorazioni effettuate in Carcaraia dalla Federazione Speleologica.Toscana (FST) confermavano il percorso delle acque (Saragato-Ariaghiaccia e recentemente Mani Pulite), aumentando ancor di più le dimensioni dell'ipotetico bacino d'assorbimento che alimenta Equi. Le nostre ricerche si sono così spostate verso i marmi che affiorano sul lato nord-ovest della valle, marmi purtroppo gravemente "disturbati" dal frenetico lavoro di estrazione del marmo (oggi ancor più grave in quanto la produzione di ghiaia dal marmo genera una modalità di estrazione se possibile ancor più selvaggia, tanto va tutto macinato in frantoio!).
Nella fascia del marmo sono state individuate decine di cavità, piccole e grandi. Dalla Buca Giovo (-20) all'Approfitterol (-150). Solo tre di queste sono però diventate abissi di un certo rilievo (nell'ordine: anno 2000, Buca Libre -300; anno 2001, Abisso Tuttelame -305; anno 2003 - Buca Nuova (nome provvisorio) -315). Quest'ultima è ancora in esplorazione e al contrario delle altre buche (ingressi bassi con forti correnti d'aria che disgraziatamente si perdono ad una certa profondità, terminando in strettoie impraticabili) qui l'aria c'è sempre, e per di più da -250 inverte decisamente puntando ad un ulteriore ingresso basso. La cosa che ci lascia un po' perplessi è che, diciamo così, va nella direzione "sbagliata", e cioè mentre tutti sappiamo che l'acqua va a nord e quindi tutte le buche che si trovano in un area più a nord della Carcaraia e del Pannè (come queste) sono più interessanti, queste tre si dirigono (tutte e tre!) verso sud-sud-ovest.
So già che chi non è esperto di Apuane ci sta capendo poco o nulla, ma è come se il marmo di val Serenaia volesse smentire quello che i calcari selciferi ci hanno confermato, come se volesse prendersi una rivincita e portarci più a sud, alla sorgente del Frigido! Una specie di girotondo delle acque, un simil Acquafan di Riccione.
Certo, queste sono solo ideuzze per scherzare un po'; ancora non si può dire nulla, quest'ultima buca può sempre invertire il suo senso di marcia, trovare altre fratture importanti e dirigersi a nord (in fondo ci sono oltre 700 di dislivello prima di toccare la quota della risorgente, e le acque che da Carcaraia vanno ad Equi (270 slm) si muovono certamente a una profondità maggiore del nostro misero 1000m slm). E' sicuramente presto per parlare di colorazioni anche nei marmi di Serenaia, anche se...

Per la cronaca: la Buca Nuova è stata trovata nella caldissima estate del 2003, scavando letteralmente fra i sassi lungo un canale appena dentro il bosco, inseguendo il filo d'aria fredda che ne usciva. Si sviluppa per 540 metri con una sequenza classica pozzo meandro pozzo, e scende per 315m.
A -130 si incontra un primo sifone alla base di un p15. Traversando il pozzo senza scenderlo si raggiungono altri ambienti che portano al primo vero meandro fossile (-250). A - 300 si torna sull'attivo. L'esplorazione è condotta dal binomio emiliano (OSM Sottosopra di Modena / GSPGC Reggio Emilia) e dal GSL Lucca. Come al solito non mancano i nostri amici di Catania, sempre presenti, quando possono, alle esplorazioni in val Serenaia.

Notizia di Rino Bregani GGM
Attenzione, sta crollando il secondo ingresso di puerto escondido!
siamo usciti per un pelo domenica mattina, dopo aver effettuato la traversata e un po' di foto.
Nelle settimane scorse era già franata giu' roba, terra e sassi, lasciando i massoni incastrati con in mezzo niente, ma non pensavo che si sarebbero mossi prima delle pioggie.
Invece un bel massone e' crollato e ostruisce parzialmente l'ingresso. Si passa lo stesso, senza imbragatura e con un
po' di fatica, ma la situazione e' senz'altro da considerare molto instabile ed a rischio di altri crolli imminenti, visto anche che domenica la temperatura era 1 grado e che l'acqua gocciolava sciogliendosi dal ghiaccio.
Un manipolo di tenaci soci del GGM dovrebbe essere andato a vedere per cercare di sistemare o stabilizzare l'entrata, ma non so ancora cosa siano riusciti a fare. Vi faremo sapere se ci sono novita'.

Notizia di Flavio GGS Schio, Lillo GSM Malo

Dalla Pisatela, dopo il primo contatto sonoro e involontario, con il Buso della Rana, fra gli speleologi del gruppo di Schio e quelli del gruppo di Malo, si sono accese le polveri per una storica unione. La grotta della Pisatela (7 Km) anche se non ancora fisicamente unita al Buso della Rana (26 km), un'unione l'ha gia provocata: quella fra i due gruppi GSM e GGS che negli ultimi anni hanno lavorato assiduamente e separatamente nell'altopiano del Faedo Casaron. La scoperta, peraltro già ipotizzata, riappacifica gli animi e appiana vecchi dissapori: la grotta della Pisatela vedrà speleo dei due gruppi lavorare in armonia per disostruire la frana che separa le due grotte.
Il 2004 non poteva che regalarci un inizio migliore per tutta la speleologia.
Una prima spedizione congiunta ha gia dato i suoi frutti, una squadra ha raggiunto il ramo Nero ed una seconda la frana in Pisatela, entrambi le squadre hanno lavorato per localizzare il punto esatto dove concentrare gli sforzi.
Questo risultato da la possibilità agli speleo di pianificare i lavori e iniziare una grossa e proficua collaborazione. Per i curiosi sono stati valutati dai 10 ai 20 metri di buona e pericolosa frana da svuotare.

Notizia di Frank Maleckar
Ieri è apparsa questa notizia sulla mailing lista degli speleo sloveni: (traduzione in fondo)

Novo odkritje vodnega toka na Krasu.

V soboto 10.1 smo se trije jamarji JD SeŸana ( Cok Slavko, Bercic Gorazd in Gombac Marko) odpravili raziskovat v Strsinkno jamo. Raziskovanje
smo nadaljevali iz prejsnjega tedna v blatnem rovu na globine –275m. Blatni rov je dolŸine 60 m in se spusti na globino –317m kjer se odpre velika dvorana , nato pa zadnji spust do vodnega toka na globini pribliŸno –340 m. Voda tece v dvorani sirine okoli 40m, sama dolŸina dvorane ali struge reke zaradi prevelikega vodostaja vode ni znana. Dvorana se zakljucuje z ravnimi stenami do vode, sipine je bilo le za pristanek ob vodi. Raziskave vodnega toka se bodo nadaljevale v susnem obdobjih z nizkim vodostajem. Nacrt jame (skica) bo izdelana in dostopna v naslednjih dneh.

Vodja projekta Coraci JoŸe.
Zabelezil in sodeloval pri raziskovanju Gombac Marko.

TRADUZIONE /ALLA SVELTA/
I soci del Speleo club di Sezana hanno continuato ad esplorare il sabato scorso Strsinkina jama, un buco nel fondo della dolina vicino al villaggio Orlek /vicino alla frontiera italiana/ sul Carso Triestino, dove hanno fatto qualche anno fa dei lavori grandi per stabilizzare la ghiaia e poi sono passati nei pozzi. L'alzameto del fiume Reka ha "mostrato" il mese scorso la continuazione..la settimana scorsa si sono fermati nella con argilla a -275 m. E' lunga 60 m e scende nella sala grande a -317 m. Da qua l'ultima discesa fino al fiume nella sala larga 40 m alla profondiata' di 340 m. A causa d'acqua alta non hanno continuato le esplorazioni. Capo del progetto Coracci Joze

Notizia di Michele Tommasi
Giornale di Vicenza di Giovedì 8 Gennaio 2004

"La grotta del Ciclope"

Il Grappa continua a riservare interessanti sorprese

di Renato Pontarollo

Dal Massiccio del Grappa arrivano nuove scoperte di cavità inesplorate. Nel corso di un campo esplorativo, che gli speleologi del gruppo grotte "Giara Modon" di Valstagna hanno condotto recentemente sul Massiccio, una cavità in particolare tra le nuove grotte individuate rappresenta una scoperta di grande interesse geomorfologico, che sembra destinata ad ulteriori importanti sviluppi. È la "Grotta del Ciclope". "Quando la grotta è stata individuata ed
è iniziata l'esplorazione - spiega lo scopritore Roberto Bortignon - dal circolo d'aria molto forte abbiamo dedotto che si trattasse di una cavità profonda e dalle notevoli dimensioni". Quella del Monte Oro, del resto, è una zona del Massiccio fortemente caratterizzata da vasti e complessi fenomeni di carsismo ipogeo: un vero dedalo di ramificazioni di grande interesse geomorfologico e idrogeologico. La scoperta della "Grotta del Ciclope" è frutto della paziente ricerca di Roberto Bortignon nel corso di una battuta nella zona di Cibara. Un forte soffio d'aria proveniente dalle profondità del massiccio? spinge gli speleologi a disostruire l'ingresso della cavità. Poi, un pozzo dopo l'altro conduce il gruppo di speleologi alla profondità di circa 85 metri. Reso agibile e comodo l'ingresso della cavità con un paziente lavoro di disostruzione, gli speleologi hanno incontrato una serie di salti verticali: un primo pozzetto, molto stretto, profondo circa 6 metri, alla base del quale un forte circolo d'aria ha guidato gli speleologi a scendere un secondo pozzo profondo altri 6 metri. Il circolo d'aria scompare. Molto strano! Costringe gli speleologi a risalire il pozzo ed ecco svelato l'enigma: da un piccolo pertugio, sulla fessura aperta per scendere il pozzo, ricompare il soffio d'aria. Reso agibile il passaggio, si apre una condotta lunga 6 metri e ci si affaccia ad una finestra con pozzo verticale profondo 35 metri circa. "È un pozzo di grande fascino, una meraviglia, è bellissimo - dicono gli speleologi che lo scendono. La roccia - spiegano - è calcarea, molto levigata e compatta, un fusoide modellato dalla forza erosiva dell'acqua". Alla base del pozzo l'esplorazione continua. Oltre c'è una frattura con un altro pozzo perfettamente circolare, profondo almeno altri 30 metri che alla base misura 4-5 metri di larghezza con vari strati di depositi di fossili. Un libro della natura ancora da aprire e leggere. Qui si apre l'ennesima fessura che presenta ancora un circolo d'aria molto forte. Chissà quanto profonda è ancora la grotta! "Siamo costretti a sospendere la punta esplorativa - dice Maurizio Arsié - per la presenza di una frana molto instabile. Sarà necessaria o la rimozione della frana o lavori di messa in sicurezza della stessa per poter procedere in sicurezza. A 85 metri di profondità, alla base dell'ultimo pozzo, osserviamo e commentiamo l'esplorazione, siamo euforici per la bellezza della cavità". Alle esplorazioni della "Grotta del Ciclope" hanno partecipato, oltre a Roberto Bortignon e Maurizio Arsié, Michele Goldin, Riccardo Bosa, Marianna Baldo, Sara ed Enea Fantinel.

Notizia di Martino Frova
Nel mese di Ottobre il team La Venta
ha disceso in prima un canyon Messicano nello stato di Durango. Una faticaccia!
Un' esperienza positiva che ha messo a dura prova l'intera squadra (Frova, Conca, Miguel, Arturo), creando loro non pochi problemi da superare.
L'insufficienza di corde ha costretto il
gruppo ad effettuare manovre di emergenza, con conseguente abbandono di materiale durante la discesa. Sono stati percorsi 25 km in 5 giorni, penetrando in una valle per alcuni tratti sconosciuta all'essere umano.
La portata di circa 250 lt non ha dato particolari problemi se non in alcune cascate dove c'è stato l'obbligo di armare vicino all'acqua creando non pochi problemi al primo torrentista.
Un grazie a Corrado Conca che mi ha insegnato a credere nelle radici di alberi morti e a palmette incassate nelle rocce.
Sul sito di La Venta ecco tutte le notizie sulla spedizione.

Notizia di Francesco Mandelli
CRIOPOLIS - 11 gennaio 2004

Ancora buone e nuove sorprese dal gigante che sonnecchia sotto il piano del tivano.

Innumerevoli le uscite di scavo, e pure i gruppi grotte e amici che hanno contribuito a questo piccolo e speriamo ancora parziale risultato...


La storia:
Metà anni 90: la scoperta dell'ingresso, cavità con potente circolazione d'aria fin da subito.
Anni successivi: scavi, scavi, scavi...............
Anno 2003: primo interessante risultato - la grotta scodinzola e fa vedere qualche primo gioiello: tronchi di gallerie di notevoli dimensioni un pozzo e qualche diverticolo che presto sbarra la strada a noi bipedi ma non all'aria. Proseguono gli scavi in franacce schifose seguendo l'istinto dell'aria.........frane e strettoie, frane e strettoie, si scende fino ad una profondità di 60-80 mt. dall'ingresso (stima)
Questo fino a due settimane fà.
Dopo di che una verticale sbarra la strada a noi ma fortunatamente anche ai massi che ci avevano accompagnato fin li'.
Pozzo da 20-30 mt., già battezzato winnie the pooh.
Arrivo d' acqua laterale e galleria inclinata 40-45°.
Scende fin da subito con belle e speranzose dimenzioni.
Qualche saltino su mega-blocchi e mega depositi di fango. La voce ufficiale della scienza (oscar) si pronunzia:
siamo in un sistema molto antico........
in effetti si vedono anche belle concrezioni!!
Scendiamo ulteriormente:
le dimensioni non mollano a parte un piccolo restringimento con acqua al limite lavaggio.....
prosegue su gallerie inclinate dimensioni 10x10 e un paio di sale di ragguardevole volume, qualche diramazione laterale, qualche camino e finalmente, ancora per una volta almeno, la fine dei materiali lascia spazio alla fantasia.......
La grotta continua su piccola verticale e non solo.

Partrecipanti all' ultima punta
GGtassi: Cico, Giacomo, Max, Tommaso, Massimo, Michele, Ugo, Beberto e me.
GSV: Oscar, Mimmo.

Notizia di Fabio Bollini
Gruppo Speleologico "Cani Sciolti" Città Sotterranea 2004"
Campo Speleologico (interno) alla grotta del "Buco Cattivo" (Frasassi AN )

Cari amici speleologi, nella settimana di Pasqua, più precisamente dal 10 al 17 Aprile, effettueremo un campo Speleologico interno alla grotta del Buco Cattivo a Frasassi (AN).
Ogni partecipazione è ben accetta ed estesa a tutti i gruppi, per chi non conosce la cavità inoltre sarà un ottima occasione per visitarla.
Lo spirito è quello di chi ha voglia di raggruppare speleologi per la loro passione, in accordo agli obbiettivi e al di la dei confini del gruppo.
La ricerca della congiunzione con la vicina Grotta del Vento sarà scopo principale del campo, in fase di rientro invece ci adopereremo al recupero di eventuali rifiuti ancora presenti nella cavità.

DETTAGLI
- località : Genga San Vittore (Ancona)
- Periodo : Settimana di Pasqua, da Sabato10 a Sabato 17 Aprile ( lunedì 12 festivo )
- Permanenza : 1 Settimana ( o chi vorrà meno ,es. i
primi tre festivi)
- Entrata: Sabato 10 Aprile h.10:00
- Temperatura : 14/15 gradi
- OBBIETTIVI: 1. L'attività del campo sarà quello di ricerca della congiunzione con la vicina Grotta del Vento. 2. In fase di rientro invece sarà quella di recuperare eventuali rifiuti presenti riportandoli in superficie.
Note : Ogni speleologo dovrà essere equipaggiato in maniera autonoma per quanto riguarda viveri e attrezzatura da bivacco e personale in base alla propria permanenza. Contrariamente, per l?equipaggiamento in comune, quali fornello da campo, corde, trapano ecc. creeremo un gruppo di discussione fra i partecipanti.
COORDINATORE : Fabio Bollini fbbollini@omniway.sm

Per il periodo gennaio-febbraio sono previste uscite esplorative di Luigi Casati in Valstagna, all'Elefante Bianco e alla risorgenza di Oliero.
Questa spedizione e le prossime programmate sul sito di Aquatica

Notizia di Stefano Pinna
In seguito allo sbancamento per la costruzione di una strada e in concomitanza con le recenti piogge è stato possibile accedere ad un nuovo sistema di gallerie nei calcari miocenici del sassarese.
La grotta è stata esplorata per diverse centinaia di metri e attualmente risulta essere la maggiore per sviluppo nel comune di Sassari.
La cavità riveste particolare interesse perchè riccamente concrezionata, un eccezione in queste formazioni carbonatiche dove il fenomeno carsico è solitamente molto avaro.
Le prime foto sono disponibili sul sito del Gruppo Speleo Ambientale Sassari
http://www.gsas.speleo.it

galleria bassa ottima.jpg Notizia e foto di Marco Vattano
il gruppo speleologico Speleo Petra del C.A.I. delle Madonie di Petralia Sottana (PA), dopo anni in cui si è limitato a vivacchiare e dopo una vigorosa iniezione di nuove forze, ha iniziato le attività didattiche ed esplorative.

I risultati fin ora raggiunti sono incoraggianti:

- 2 corsi di introduzione alla speleologia, organizzati in collaborazione con il Dipartimento di
Geologia e Geodesia dell'Università di Palermo, a cui hanno partecipato circa 40 allievi;
- partecipazione a manifestazioni divulgative nazionali (giornate dell'acqua) e locali;
- scoperta ed esplorazione di alcune cavità in aree gessose nella Sicilia centro meridionale.

Il fiore all'occhiello dell'attività fin ora svolta è comunque la campagna di esplorazioni, effettuata in collaborazione con la Riserva Naturale Integrale "Monte Conca" gestita dal C.A.I. Sicilia, nel sistema carsico omonimo.
Il sistema carsico si apre nei gessi messiniani, abbondanti in Sicilia ed è composto da un inghiottitoio attivo, da una risorgenza e da una paleorisorgenza conosciute sin dai primi anni 80.
L'inghiottitoio ha una profondità di -132 metri, uno sviluppo planare di circa 700m e uno spaziale di circa 800m. Si attesta pertanto tra le prime 5 grotte nei gessi al mondo come profondità.
Con le ultime campagne di ricerca, col superamento di un sifone ed una risalita, sono stati scoperti ed esplorati circa 700m di nuovi ambienti composti da gallerie, pozzi ascendenti e discenti, sale e meandri, che hanno portato lo sviluppo spaziale a 1520m e quello planare a circa 1360, lasciando invariato il dislivello (le gallerie basse sono praticamente sul livello di base carsico....).
I risultati sono ottimi considerando inoltre che altre gallerie già esplorate attendono di essere descritte e che oltre una piccola galleria fangosa da forzare, altre tre risalite, di circa 20 metri ciascuna, ci aspettano.

Per adesso è quanto, ma speriamo presto di potervi dare altri aggiornamenti....
Nota sulle foto: Le foto originali sono di Marco Vattano, queste 2 foto sono state ridotte e adattate per esigenze di "pubblicazione in internet". Ringrazio Marco per essere stato gentilissimo ad inviarle, purtroppo per problemi di server di posta non riesco a riaccedere alla sua e-mail per inserire la descrizione alle due foto...
marmitta-terzo-pozzo.jpg

Notizia di Claudio Barbato, Gruppo Grotte Trevisiol CAI Vicenza
Sono temporaneamente sospese le esplorazioni, a causa del forte innevamento, all'Abisso Spiller (monte Verena Altopiano di Asiago) .
l'allargamento di una strettoia a -355 ci ha permesso di scendere sino a - 380 entrando in una zona nuova dal
punto di vista morfologico della grotta.
Abbiamo ancora una volta l'idea di essere arrivati in un nuovo abisso che si collega con l'Abisso Spiller, lo dimostrerebbero le sale, i meandri e i pozzi che arrrivano alla base di una risalita che stiamo facendo Insomma qualcosa si muove in terra vicentina , non solo dal punto di vista dele polemiche, ed è una cosa sana che i nostri sforzi e le nostre energie si scontrino con le profondità degli abissi.
Ci stiamo organizzando per delle spedizioni invernali anche se lo spessore metrico della neve e le difficoltà logistiche nel trasporto dei materiali ci metteranno a dura prova.
vi terremo aggiornati sulle evoluzioni di queste esplorazioni che sono iniziate 6 anni fa quando un tappo di neve ha lasciata aperta una fessura,aperta artificialmente, portando alla luce un abisso con due fondi ,uno a - 250 in esplorazione e il nuovo fondo a - 380 in esplorazione.
le esplorazioni sono ben lungi dal ritenersi concluse viste le potenzialità della zona e di ulteriori esplorazioni nella zona avviate quest'estate( un buco soffiante aria gelidissima proprio sopra l'Abisso Spiller) . i dati dell'Abisso Spiller profondità -250/- 380 e sviluppo 1800 metri.
L'abisso è dedicato alla memoria di Pierangelo Spiller speleologo e speleosub Vicentino scomparso in giovane età . A lui e ad altri si deve il passaggio fondamentale dalle scalette alla sola corda .Sua la frase :- in Francia i và in grotta con sti attrezzi quà, provateli

Notizia di Iko Lanaro
Erano anni, anzi decenni che si aspettava una notizia del genere. Il BUSO DELLA RANA, una delle maggiori cavità italiane ad un solo ingresso sta per cedere agli sforzi degli speleologi che cercano il secondo ingresso, ovvero l'ingresso "alto".
Sono tante le
cavità nel sovrastante altopiano del Faedo-Casaron che scendono a poche decine di metri dalla sottostante grande "Rana", alcune anche con notevole circolazione d'aria. Per non parlare dei graziosi animaletti che si possono osservare nelle gallerie più recondite e lontane, come pipistrelli e ghiri, che conoscono "la strada giusta " per entrare in queste gallerie direttamente dal Faedo. Gli speleo finora non ci erano riusciti. Ma ecco la scoperta della "Pisatela" da parte degli speleologi del Gruppo Grotte CAI Schio, una grotta che scende dal Faedo dapprima verticale per poi impostarsi in notevoli rami attivi sub-orizzontali che confluiscono in un importante attivo terminante contro frana.
Negli stessi anni gli speleologi del Gruppo CAI di Malo concentravano la loro attenzione su uno dei più importanti rami attivi interni della Rana: Il Ramo Nero, terminante a monte su sifone. Il superamento del sifone rivelava una serie di condotte freatiche che terminavano in una saletta battezzata ULTIMA SPIAGGIA, dalla cui frana usciva acqua e corrente d'aria.
Questa è in estrema sintesi, un duro lavoro di esplorazione e disostruzione operato nelle due cavità dai due gruppi speleo, poiché tutte le ipotesi, le colorazioni e le osservazioni compiute davano per scontata la giunzione delle due cavità in questi punti.
Per una volta tanto l'ostinazione ha avuto ragione!
Sabato 27 Dicembre la squadra di speleologi di Schio che stava lavorando in PISATELA ha UDITO INEQUIVOCABILMENTE gli speleologi del Gruppo di Malo che disostruivano in Sala Ultima Spiaggia nel Buso della Rana. Per ora il contatto è solo "uditivo" ma conoscendo la capacità disostruttiva di entrambi i gruppi la giunzione "fisica" è ormai imminente.
Gli speleologi maladensi hanno appena fatto a tempo ad uscire prima di una piena colossale dovuta alle forti piogge di questi giorni. Pare quasi che il vecchio "Buso" voglia sfogarsi in lacrime la presto perduta prerogativa di grotta monoingresso. IKO LANARO.

Sicuramente l'esplorazione è il motore che fa girare non solo la speleologia, ma tutto quello che concerne le ambizioni umane e il rapportarsi tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda; alla televisione stiamo assistendo al fallimento della missione su Marte, con la sonda europea che si è schiantata al suolo, qui invece più terra terra, è proprio il caso di dirlo" stiamo a ricordare le esplorazioni speleologiche del 2003...
Esplorazioni in cavità artificiali
Esplorazioni in grotte naturali a Febbraio
Esplorazioni in grotte naturali a Marzo
Esplorazioni in grotte naturali ad Aprile
Esplorazioni in grotte naturali a Maggio
Esplorazioni in grotte naturali a Giugno
Esplorazioni in grotte naturali a Luglio
Esplorazioni in grotte naturali ad Agosto
Esplorazioni in grotte naturali a Settembre
Esplorazioni in grotte naturali ad Ottobre
Esplorazioni in grotte naturali a Novembre
Esplorazioni in grotte naturali a Dicembre

Auguri a tutti gli speleo, a quelli che hanno fatto grosse scoperte, a quelli che hanno sboccato dietro a buchetti schifosi, a quelli che hanno organizzato i corsi, i convegni, a quelli che mandano avanti le varie baracche e si beccano sempre le critiche, a quelli che litigano, a quelli che vogliono le grotte turistiche e a quelli che mettono le bombe per riaprire gli ingressi, auguri agli sfigati e agli speleo turisti, auguri di buon anno a questa meravigliosa splendida famiglia di pazzi! Arrivederci al 2004 negli Abissi più profondi.. MMazza che parola grossa!

Notizia di Patrizio Ricciotti
Ultima settimana di Novembre: Fosso di M. Acuto ( Giuliano di Roma Prov. Frosinone). Nel corso di una piena del torrente si apre una voragine larga 2 x 1,5 m. che inghiotte tutta l'acqua del fosso. Dopo 15 gg . il torrente va in secca e possiamo esplorare la nuova grotta. Pozzo di 45 m. meandro ,altro pozzetto di 4 metri e nuovo meandro. Per ora la grotta termina in fessure intasate di materiali di ogni tipo portati dalla piena. Si spera di proseguire.

Notizia di Giorgio Pannuzzo
Abisso dei 2 Increduli > Monte Arera > Prealpi Bergamasche:
Aggiornamento di fine anno.

Lo scorso week-end (27-28 dic.) siamo tornati in 4 sul fondo dell'abisso, approfittando del gelo che ha ridotto la
circolazione idrica. Dopo 23 ore di progressione, rilievo e disostruzione ad oltranza abbiamo completato la topografia dell'asse principale.
Risultati:
Disl. negativo: 492,4 m (era stimato 490 m)
Disl. positivo: 8,4 m
Disl. totale: 500,8 m
Sviluppo poligonali: 950 m

L'abisso dei 2 increduli è adesso ufficialmente il primo "menomezzochilometro" della provincia di Bergamo.
Per quanto riguarda il fondo, non siamo riusciti a passare: c'è da insistere con disostruzioni relativamente abbordabili, purtroppo il percorso non è dei più agevoli: la risalita con sacche pesanti e molte ore di fatica addosso ha richiesto la bellezza di 9 ore!
La circolazione d'aria è intensa ma complessa, con locali inversioni che sono ancora da decifrare in rapporto alle tante diramazioni inviolate. Per quanto riguarda eventuali giunzioni, ci siamo avvicinati ancora un po' in pianta (circa 70 m) alla Laca di Muradèi, un -200 che si apre 170 m più in basso.
Obiettivo prioritario è quello di trovare un scorciatoia che permetta di evitare parte del dislivello e, soprattutto, i vari meandri che si trovano tra l'ingresso e -100. ("Siparietti", "Guercio" e "Bagheera").

Trovato un altro fungo sconosciuto in Apuane
Tanzania: in una grotta arte rupestre aborigena
Grecia: scoperta una nuova specie di Pipistrelli
Scoperta una cavità enorme sulle Tofane
Timavo sotterraneo: nuove grando scoperte
Piccole novità in Crosa dell'Erba
Otherworld...
Ingresso Fornitori arriva a 13 km di rilevato... e continua!
E le ultime bergamasche, anche nella settimana di Natale si è lavorato: Aggiornamento 2 Increduli
..e anche dalla Sicilia ci fanno sapere qualcosa...

Ritrovata mummia di bambino di 2000 anni fa in una grotta messicana
Cina, parte spedizione Guihzou 2003 e alcune notizie ci arrivano
Ingresso Fornitori arriva "in Australia"
e proseguono varie esplorazioni.
A Samatorza (TS) crolla una dolina
152esima uscita a Ingresso Fornitori...
In una grotte scoperto un nuovo fungo
Scoperta una nuova grotta in Slovenia

Torrentismo: Impresa Bresciana al Lago tanganika
Tivano e Obelix
e ancora Ingresso Fornitori
e ancora Fornitori
e poi ancora Tacchi

Accatastato l'Abisso 5 Luglio sulle Apuane
Fine agosto primi di settembre novità da In Grigna!
In Grigna non si ferma: Bell'Aria
Sempre più giù all'Abisso Due increduli
Spedizione in Arabia
Ancora novità da Gofredo e Apuane
Anche Speleo Umbri a -800 sul Picos de Europa, e continua..
Ancora novità dall'Abisso 5 Luglio, Apuane
e dai Due Increduli
Grigna, nuove dall'Abisso Kinder Brioschi

Cina, scoperto un pozzo con una unica verticale di 424 metri
Nuovo Ingresso per Ingresso Fornitori
Ancora novità Due Increduli
Campo Creta di Rio Secco 2003
Malo a Giacominerloch
In Sardegna 11 km di Edera
Novità in Apuane: Gofredo
Cuba: Termina la spedizione San Vincente 1
Alcuni aggiornamenti da Dossena

Da Dossena. Puerto Escondito
Prealpi Bergamasche, proseguono scoperte ai due increduli
Pozzetto a Presolana
Tivano, nell'ultimo mese esplorati 4 km.
Nuova grotta in Sardegna ma è mistero.
Ancora colpi al Tivano
Inghilterra, grande scoperta per arte rupestre
Messico: trovata arte rupestre di 7500 anni fa
Nuovo ramo laterale ai Due Increduli
Sviluppi alla Niccolina
Nuovo Pozzo del cànone a Dossena
Alcuni buchetti in Lombardia
Ricerche al Brengai
Ancora prosecuzioni in Puerto Escondito
Messico: Raggiunti -1484 metri
Parte per Cuba il Progetto San Vincente

Si conclude la spedizione El Higo di la Venta
Parte la spedizione "Matanzas 2003"
Novità esplorative "Abrisassi"
Ancora esplorazioni in Bergamasca
e Dossena
Como: Disostruzioni ai Piani del Tivano
La Venta nel Canjon di Jaquila

Ecco le principali notizie apparse sulla Scintilena, riguardanti le esplorazioni nel mese di marzo 2003:
Elefante Bianco: Casati a -162 e articolo sul Giornale di Vicenza
Val Cadur (BG) ancora esplorazioni
Ritorna dal Cile una spedizione della Commissione Grotte E. Boegan

Certo quest'anno è stato ricco di sorprese soprattutto per i Lombardi,