Gianluca Padovan ci ha spedito un resoconto della fauna presente all'interno dei sotterranei di Verrua Savoia, gran bel lavoro di Enrico Lana.
Download file in formato PDF
Enrico Lana è anche il coratore di un ottimo sito di Biospeleologia: http://digilander.iol.it/enrlana/
Si chiama Orecchione Sardo il povero bestiolino, senza offesa, naturalmente. Grazie al lavoro di Mauro Mucedda ed Ermanno Pidinchedda, del Gruppo
Speleologico Sassarese (Centro per lo Studio e la protezione dei Pipistrelli
in Sardegna), e di due ricercatori tedeschi, Andreas Kiefer e Michael Veith,
dell'Istituto di Zoologia dell'Università di Mainz e sicuramente anche di altri non menzionati nell'articolo dell'Ansa.
Questo Pipistrello è l'unico pipistrello endemico italiano e l'unico mammifero endemico sardo.
Tutta la notizia dell'Ansa è a questo indirizzo: http://www.ansa.it/
Notizia di Michele Tommasi
Giornale di Vicenza di Martedì 27 Gennaio 2004
Valstagna
Una spedizione italosvizzera è impegnata nell'esplorazione della grotta
Nelle viscere del Subiolo a 160 metri di profondità
di Renato Pontarollo
Un gruppo internazionale di subacquei, capitanati da Luigi Casati di Lecco e dallo svizzero Jean Jacques Bolanz, ormai di casa a Valstagna in questo periodo dell'anno, sta conducendo dall'inizio di gennaio un intenso programma di immersioni nel laghetto del Subiolo, che si concluderà alla fine di
febbraio.
"Il programma - dice Luigi Casati - prevede innanzitutto un dettagliato lavoro di topografia della grotta che abbiamo deciso di eseguire ex novo dall'ingresso della cavità e, qualora le condizioni di visibilità lo consentiranno, di continuare l'esplorazione del sifone".
Dopo le prime due settimane di immersione, condotte a gennaio, i sub non hanno fatto però passi avanti significativi. "Le attuali condizioni di visibilità di circa 5 metri non sono proprio il massimo - dice Luigi Casati - per topografare la grotta. Negli ultimi giorni tuttavia la visibilità è migliorata. Abbiamo perso una settimana buona di lavoro a causa delle non buone condizioni di visibilità, quindi siamo in ritardo sia con i lavori di topografia che con il programma di esplorazione".
L'acqua torbida e le sospensioni sono la conseguenza delle piogge registrate a fine dicembre che hanno fatto innalzare parecchio l'Oliero, un po' meno il Subiolo.
Ma le piogge di metà novembre, che hanno alimentato tutte le valli e la "piena" del Brenta hanno fatto correre tutte le grotte sotterranee, provocando nell'Elefante Bianco la rottura, qua e là, di tutti i fili predisposti nel gennaio del 2003. Ciò ha reso necessario ricollocare la sagola guida fino a 120 metri di profondità.
A questa campagna speleosubacquea, oltre a Casati e Bolanz, partecipano due romani, Fabrizio Margarita e Matteo Diana, i milanesi Marcello Ferretto e Cristina Freghieri, lo svizzero Patrik Deriaz, con il gruppo grotte "Giara Modon" a curare il supporto logistico e la preziosa collaborazione di due famiglie Gelio Costa, Loriano e Claudio Costa, che hanno messo un rustico a disposizione dei sub.
"Siamo molto riconoscenti per l'ospitalità che sempre abbiamo avuto a Valstagna - commentano Casati e Bolanz - e per la disponibilità del Comune di Valstagna. A consentire, poi, una permanenza così prolungata che ci permette di svolgere un'attività esplorativa così complessa è il supporto determinante di ditte specializzate del settore che ci forniscono tutto l'occorrente per l'attività subacquea".
«L'Elefante Bianco è una miniera di sorprese»
Luigi Casati descrive le caratteristiche di una cavità sommersa che lo affascina da anni
La grotta dell'Elefante Bianco è stata violata l'anno scorso da Luigi Casati fino all'eccezionale profondità di 162 metri, ben oltre il livello del mare, nel corso di una esplorazione durata 7 ore e mezza con circa 200 metri di sviluppo spaziale condotti dallo speleosub di Lecco oltre i 120 metri di profondità. "Nella parte più profonda finora raggiunta - commenta Casati - siamo almeno 10/12 metri sotto il livello del mare. Ma la grotta, probabilmente, scende ancora!"
In questo sifone misterioso e senza confini lo svizzero Jean Jeacques Bolanz era sceso fino a 122 metri di profondità, a circa 250 metri dall'ingresso; mentre l'altro elvetico Olivier Isler aveva successivamente raggiunto i 139 di profondità, dopo aver percorso circa 350 metri dall'ingresso della grotta. Con la punta esplorativa dell'anno scorso Luigi Casati ha raggiunto 465 metri di sviluppo spaziale, spingendo il profondimetro a - 162. "Avevo raggiunto i limiti d'aria - dice - ed ero appagato di quello che avevo fatto. La grotta, una ventina di metri davanti, scende ancora, serpeggia girando a sinistra, sempre con le stesse dimensioni. Una cosa stupefacente! È bastato così. Ho fissato il filo d'Arianna, quindi ho ripreso la via del ritorno per riveder la luce".
L'Elefante Bianco è un sifone notevolissimo per dimensioni e caratteristiche. "A 140 metri di profondità, dopo aver percorso 350 metri circa dall'ingresso - dice Casati - la cavità mantiene grandi proporzioni: 4/5 metri di altezza e almeno10/12 metri di larghezza. La roccia è bella chiara e levigata; nell'acqua non c'è alcuna sospensione e quindi sono ottimali le condizioni di visibilità".
Nella parte terminale, a 162 metri di profondità, il limite finora raggiunto da Casati, la grotta sommersa serpeggia leggermente, mantenendo pressoché uguali le sue dimensioni. Che cosa ha maggiormente colpito Casati, non nuovo a simili paesaggi sommersi? "Le dimensioni e la profondità di una grotta che continua a riservare straordinarie meraviglie - dice Casati - anche se per caratteristiche e dimensioni il salone iniziale è impareggiabile. Da -40 a -80 metri di profondità la condotta ha un diametro che varia da 20 a 30 metri. Per la vastità e configurazione della grotta è difficile calcolarne le reali dimensioni".
Ma com'è possibile scendere a tanta profondità in una grotta sommersa?
"Non esiste la sicurezza assoluta - dice -. Quando, nell'attività subacquea si raggiungono queste profondità, è fondamentale ridurre i rischi al minimo. Per raggiungere questo obiettivo occorre molto tempo, preparare accuratamente la spedizione, avere in grotta le condizioni migliori possibili; sempre una provata preparazione e a disposizione tutti mezzi necessari, spesso molto sofisticati".
Casati ne elenca i principali: una campana di decompressione all'interno della cavità sommersa, una camera iperbarica all'esterno della grotta, una linea di bombole di sicurezza durante l'immersione con miscele di elio e di ossigeno, miscele iperossigenate e ben quattro maialini a disposizione. Quasi uno sbarco sulla luna!
a cura della coop. Naturalia (G. Angeloni - M. Cavallucci - F. Pauselli)
SITUAZIONE mercoledì 28/01/2004
L'Europa è ancora interessata da un'asse di basse pressioni che si distendono dal Circolo
Polare Artico fino al Mediterraneo e regolate alle quote superiori da una discesa di latitudive del
Vortice Polare. Specificatamente l'Europa centrale e l'Italia sono posizionate in un letto di correnti
fredde settentrionali dove scorrono a
più riprese perturbazioni ed impulsi di aria fredda di recente origine artica.
Tale situazione si protrarrà fino a venerdì, rinnovando condizioni d'instabilità e calo termico , con
rovesci probabilmente nevosi fino a bassa quota lungo l'Appennino, sulle regioni centrali( localmente anche in pianura) e su quelle
meridionali adriatiche.Anche sulla nostra regione,saranno possibili precipitazioni sparse, prevalentemente nevose anche nelle vallate,
con accumuli nevosi maggiori lungo i rilievi e sui valichi appenninici
PREVISIONE
Giovedì 29 gennaio
Per tutta la giornata cielo da nuvoloso a tratti molto nuvoloso soprattutto lungo i rilievi con instabilità
diffusa. Altà probabilità di rovesci nevosi fino sui fondovalle, più intensi lungo la dorsale appenninica
temperature in diminuzione sia le minime che le massime (intorno allo zero anche in pianura), ventilazione debole o moderata per
venti tendenti a disporsi dal pomeriggio dai quadranti settentrionali, rinforzi del vento nelle aree di maggiore instabilità.
Venerdì 30 gennaio
Al mattino cielo irregolarmente nuvoloso con residua instabilità lungo i rilievi, miglioramento
graduale dalla tarda mattinata con ampi rasserenamenti.Venti deboli settentrionali con tendenza a provenire
da nordest. Stazionarie le temperature massime, in calo ulteriore le minime abbondantemente sotto lo zero.
Tendenza Sabato 31 gennaio
Al mattino cieli poco nuvolosi e temperature basse, ventilazione debole od assente, possibilità di
estese gelate. Probabile aumento della nuvolosità dal pomeriggio/sera, a partire da ovest.
Temperature minime in calo, massime in incipiente aumento.







Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@