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Archivio Gennaio 2004

Notizia di Francesco De Grande (OSM Sottosopra - Modena)

La Val Serenaia dal 2000 in poi - Apuane settentrionali (LU)
Ovvero perchè nel marmo è più difficile esplorare che nel calcare selcifero?

Forse non tutti sanno che da circa dieci anni la Val Serenaia, una volta considerata la cenerentola delle generose (speleologicamente parlando) Alpi Apuane sta riservando grossissime sorprese. La prima sensazionale scoperta è stata fatta tra il 1994 e il 1996, quando venne esplorata la
Buca del Pannè, cavità di grandi dimensioni interemente sviluppata nei calcari selciferi (oggi è un vero e proprio sistema con 4 ingressi, circa 600m di dislivello e oltre 5 km di sviluppo), considerati fino a quel momento non idonei a contenere un così vasto vuoto ipogeo. Un po' più in alto, a 1700m di quota, c'è un altra grotta, la Buca dei Canneggiatori (-380 per oltre 1 km di sviluppo) che non fa parte del sistema (almeno per ora).
La seconda scoperta è relativa al percorso sotterreneo delle acque, che contrariamente ad ogni ipotesi fino ad allora formulata, trovano la loro risorgenza a Nord, presso l'abitato di Equi Terme, ad una distanza in linea d'aria di oltre 7 km. Poi in anni più recenti le colorazioni effettuate in Carcaraia dalla Federazione Speleologica.Toscana (FST) confermavano il percorso delle acque (Saragato-Ariaghiaccia e recentemente Mani Pulite), aumentando ancor di più le dimensioni dell'ipotetico bacino d'assorbimento che alimenta Equi. Le nostre ricerche si sono così spostate verso i marmi che affiorano sul lato nord-ovest della valle, marmi purtroppo gravemente "disturbati" dal frenetico lavoro di estrazione del marmo (oggi ancor più grave in quanto la produzione di ghiaia dal marmo genera una modalità di estrazione se possibile ancor più selvaggia, tanto va tutto macinato in frantoio!).
Nella fascia del marmo sono state individuate decine di cavità, piccole e grandi. Dalla Buca Giovo (-20) all'Approfitterol (-150). Solo tre di queste sono però diventate abissi di un certo rilievo (nell'ordine: anno 2000, Buca Libre -300; anno 2001, Abisso Tuttelame -305; anno 2003 - Buca Nuova (nome provvisorio) -315). Quest'ultima è ancora in esplorazione e al contrario delle altre buche (ingressi bassi con forti correnti d'aria che disgraziatamente si perdono ad una certa profondità, terminando in strettoie impraticabili) qui l'aria c'è sempre, e per di più da -250 inverte decisamente puntando ad un ulteriore ingresso basso. La cosa che ci lascia un po' perplessi è che, diciamo così, va nella direzione "sbagliata", e cioè mentre tutti sappiamo che l'acqua va a nord e quindi tutte le buche che si trovano in un area più a nord della Carcaraia e del Pannè (come queste) sono più interessanti, queste tre si dirigono (tutte e tre!) verso sud-sud-ovest.
So già che chi non è esperto di Apuane ci sta capendo poco o nulla, ma è come se il marmo di val Serenaia volesse smentire quello che i calcari selciferi ci hanno confermato, come se volesse prendersi una rivincita e portarci più a sud, alla sorgente del Frigido! Una specie di girotondo delle acque, un simil Acquafan di Riccione.
Certo, queste sono solo ideuzze per scherzare un po'; ancora non si può dire nulla, quest'ultima buca può sempre invertire il suo senso di marcia, trovare altre fratture importanti e dirigersi a nord (in fondo ci sono oltre 700 di dislivello prima di toccare la quota della risorgente, e le acque che da Carcaraia vanno ad Equi (270 slm) si muovono certamente a una profondità maggiore del nostro misero 1000m slm). E' sicuramente presto per parlare di colorazioni anche nei marmi di Serenaia, anche se...

Per la cronaca: la Buca Nuova è stata trovata nella caldissima estate del 2003, scavando letteralmente fra i sassi lungo un canale appena dentro il bosco, inseguendo il filo d'aria fredda che ne usciva. Si sviluppa per 540 metri con una sequenza classica pozzo meandro pozzo, e scende per 315m.
A -130 si incontra un primo sifone alla base di un p15. Traversando il pozzo senza scenderlo si raggiungono altri ambienti che portano al primo vero meandro fossile (-250). A - 300 si torna sull'attivo. L'esplorazione è condotta dal binomio emiliano (OSM Sottosopra di Modena / GSPGC Reggio Emilia) e dal GSL Lucca. Come al solito non mancano i nostri amici di Catania, sempre presenti, quando possono, alle esplorazioni in val Serenaia.

Il 14° Congresso Internazionale dell'Union International de Speleologie si svolgerà in Grecia dal 21 al 28 Agosto 2005.
Lo ha annunciato La Società Speleologica Ellenica che lo organizzerà insieme al Ministero della Cultura.
Visita il sito ufficiale: http://www.14ics-athens2005.gr/english.php

Leggiamo da Spilaio che durante una immersione speleosub sono state ritrovate ossa di numerosi animali a Diros, mentre una campagna di scavo alla Grotta Kalamakia, nella regione della Laconia, ha riportato alla luce diversi oggetti del paleolitico Medio. Ecco le notizie e gli approfondimenti: http://www.zenas.gr/site/home/detail.asp?iData=625 la notizia dei ritrovamenti è in inglese e non necessita di particolari configurazioni per la lettura, mentre per visionare i testi del sito nell'alfabeto greco è necessario selezionare dalla barra di explorer: Visualizza/codifica/altre/greco(windows)

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