Gennaio ha riservato certamente un bell'avvenimento al Buso della Rana / Pisatella e i gruppi di Malo e Schio impegnati nella congiunzione delle due grotte.
L'innevamento dei rilievi alpini certo non facilita l'attività, così a Vicenza riprendono fiato, al contrario non ci sono problemi di neve in Sicilia per lo Speleo Club Petra.
A Sassari grazie agli sbancamenti per una strada si è scoperto l'ingresso di una nuova grotta, mentre Casati si immerge all'Elefante Bianco per portare un pò di luce sul rilievo della grotta.
Al Tivano, neanche a dirlo continuano le esplorazioni. Stessa cosa sul Grappa.
All'estero novità dal Marocco, dal Messico e per la glaciospeleologia da Upsala in Patagonia a cura di la Venta; Più vicino a casa nostra gli Sloveni inseguono la Reka sotterranea. A Cuba procede Matanzas.
Inglesi e Argentini hanno smesso da un pezzo di farsi la guerra per le Falkland e portano a termine una spedizione congiunta.
Nel Lazio inizia una campagna di ricerca sugli Etruschi, a Puerto Escondito stà cedendo un ingresso e per finire, in Sardegna è stata individuata una nuova specie di Pipistrelli: L'Orecchione Sardo.
Gianluca Padovan ci ha spedito un resoconto della fauna presente all'interno dei sotterranei di Verrua Savoia, gran bel lavoro di Enrico Lana.
Download file in formato PDF
Enrico Lana è anche il coratore di un ottimo sito di Biospeleologia: http://digilander.iol.it/enrlana/
Si chiama Orecchione Sardo il povero bestiolino, senza offesa, naturalmente. Grazie al lavoro di Mauro Mucedda ed Ermanno Pidinchedda, del Gruppo
Speleologico Sassarese (Centro per lo Studio e la protezione dei Pipistrelli
in Sardegna), e di due ricercatori tedeschi, Andreas Kiefer e Michael Veith,
dell'Istituto di Zoologia dell'Università di Mainz e sicuramente anche di altri non menzionati nell'articolo dell'Ansa.
Questo Pipistrello è l'unico pipistrello endemico italiano e l'unico mammifero endemico sardo.
Tutta la notizia dell'Ansa è a questo indirizzo: http://www.ansa.it/
Notizia di Michele Tommasi
Giornale di Vicenza di Martedì 27 Gennaio 2004
Valstagna
Una spedizione italosvizzera è impegnata nell'esplorazione della grotta
Nelle viscere del Subiolo a 160 metri di profondità
di Renato Pontarollo
Un gruppo internazionale di subacquei, capitanati da Luigi Casati di Lecco e dallo svizzero Jean Jacques Bolanz, ormai di casa a Valstagna in questo periodo dell'anno, sta conducendo dall'inizio di gennaio un intenso programma di immersioni nel laghetto del Subiolo, che si concluderà alla fine di
febbraio.
"Il programma - dice Luigi Casati - prevede innanzitutto un dettagliato lavoro di topografia della grotta che abbiamo deciso di eseguire ex novo dall'ingresso della cavità e, qualora le condizioni di visibilità lo consentiranno, di continuare l'esplorazione del sifone".
Dopo le prime due settimane di immersione, condotte a gennaio, i sub non hanno fatto però passi avanti significativi. "Le attuali condizioni di visibilità di circa 5 metri non sono proprio il massimo - dice Luigi Casati - per topografare la grotta. Negli ultimi giorni tuttavia la visibilità è migliorata. Abbiamo perso una settimana buona di lavoro a causa delle non buone condizioni di visibilità, quindi siamo in ritardo sia con i lavori di topografia che con il programma di esplorazione".
L'acqua torbida e le sospensioni sono la conseguenza delle piogge registrate a fine dicembre che hanno fatto innalzare parecchio l'Oliero, un po' meno il Subiolo.
Ma le piogge di metà novembre, che hanno alimentato tutte le valli e la "piena" del Brenta hanno fatto correre tutte le grotte sotterranee, provocando nell'Elefante Bianco la rottura, qua e là, di tutti i fili predisposti nel gennaio del 2003. Ciò ha reso necessario ricollocare la sagola guida fino a 120 metri di profondità.
A questa campagna speleosubacquea, oltre a Casati e Bolanz, partecipano due romani, Fabrizio Margarita e Matteo Diana, i milanesi Marcello Ferretto e Cristina Freghieri, lo svizzero Patrik Deriaz, con il gruppo grotte "Giara Modon" a curare il supporto logistico e la preziosa collaborazione di due famiglie Gelio Costa, Loriano e Claudio Costa, che hanno messo un rustico a disposizione dei sub.
"Siamo molto riconoscenti per l'ospitalità che sempre abbiamo avuto a Valstagna - commentano Casati e Bolanz - e per la disponibilità del Comune di Valstagna. A consentire, poi, una permanenza così prolungata che ci permette di svolgere un'attività esplorativa così complessa è il supporto determinante di ditte specializzate del settore che ci forniscono tutto l'occorrente per l'attività subacquea".
«L'Elefante Bianco è una miniera di sorprese»
Luigi Casati descrive le caratteristiche di una cavità sommersa che lo affascina da anni
La grotta dell'Elefante Bianco è stata violata l'anno scorso da Luigi Casati fino all'eccezionale profondità di 162 metri, ben oltre il livello del mare, nel corso di una esplorazione durata 7 ore e mezza con circa 200 metri di sviluppo spaziale condotti dallo speleosub di Lecco oltre i 120 metri di profondità. "Nella parte più profonda finora raggiunta - commenta Casati - siamo almeno 10/12 metri sotto il livello del mare. Ma la grotta, probabilmente, scende ancora!"
In questo sifone misterioso e senza confini lo svizzero Jean Jeacques Bolanz era sceso fino a 122 metri di profondità, a circa 250 metri dall'ingresso; mentre l'altro elvetico Olivier Isler aveva successivamente raggiunto i 139 di profondità, dopo aver percorso circa 350 metri dall'ingresso della grotta. Con la punta esplorativa dell'anno scorso Luigi Casati ha raggiunto 465 metri di sviluppo spaziale, spingendo il profondimetro a - 162. "Avevo raggiunto i limiti d'aria - dice - ed ero appagato di quello che avevo fatto. La grotta, una ventina di metri davanti, scende ancora, serpeggia girando a sinistra, sempre con le stesse dimensioni. Una cosa stupefacente! È bastato così. Ho fissato il filo d'Arianna, quindi ho ripreso la via del ritorno per riveder la luce".
L'Elefante Bianco è un sifone notevolissimo per dimensioni e caratteristiche. "A 140 metri di profondità, dopo aver percorso 350 metri circa dall'ingresso - dice Casati - la cavità mantiene grandi proporzioni: 4/5 metri di altezza e almeno10/12 metri di larghezza. La roccia è bella chiara e levigata; nell'acqua non c'è alcuna sospensione e quindi sono ottimali le condizioni di visibilità".
Nella parte terminale, a 162 metri di profondità, il limite finora raggiunto da Casati, la grotta sommersa serpeggia leggermente, mantenendo pressoché uguali le sue dimensioni. Che cosa ha maggiormente colpito Casati, non nuovo a simili paesaggi sommersi? "Le dimensioni e la profondità di una grotta che continua a riservare straordinarie meraviglie - dice Casati - anche se per caratteristiche e dimensioni il salone iniziale è impareggiabile. Da -40 a -80 metri di profondità la condotta ha un diametro che varia da 20 a 30 metri. Per la vastità e configurazione della grotta è difficile calcolarne le reali dimensioni".
Ma com'è possibile scendere a tanta profondità in una grotta sommersa?
"Non esiste la sicurezza assoluta - dice -. Quando, nell'attività subacquea si raggiungono queste profondità, è fondamentale ridurre i rischi al minimo. Per raggiungere questo obiettivo occorre molto tempo, preparare accuratamente la spedizione, avere in grotta le condizioni migliori possibili; sempre una provata preparazione e a disposizione tutti mezzi necessari, spesso molto sofisticati".
Casati ne elenca i principali: una campana di decompressione all'interno della cavità sommersa, una camera iperbarica all'esterno della grotta, una linea di bombole di sicurezza durante l'immersione con miscele di elio e di ossigeno, miscele iperossigenate e ben quattro maialini a disposizione. Quasi uno sbarco sulla luna!
a cura della coop. Naturalia (G. Angeloni - M. Cavallucci - F. Pauselli)
SITUAZIONE mercoledì 28/01/2004
L'Europa è ancora interessata da un'asse di basse pressioni che si distendono dal Circolo
Polare Artico fino al Mediterraneo e regolate alle quote superiori da una discesa di latitudive del
Vortice Polare. Specificatamente l'Europa centrale e l'Italia sono posizionate in un letto di correnti
fredde settentrionali dove scorrono a
più riprese perturbazioni ed impulsi di aria fredda di recente origine artica.
Tale situazione si protrarrà fino a venerdì, rinnovando condizioni d'instabilità e calo termico , con
rovesci probabilmente nevosi fino a bassa quota lungo l'Appennino, sulle regioni centrali( localmente anche in pianura) e su quelle
meridionali adriatiche.Anche sulla nostra regione,saranno possibili precipitazioni sparse, prevalentemente nevose anche nelle vallate,
con accumuli nevosi maggiori lungo i rilievi e sui valichi appenninici
PREVISIONE
Giovedì 29 gennaio
Per tutta la giornata cielo da nuvoloso a tratti molto nuvoloso soprattutto lungo i rilievi con instabilità
diffusa. Altà probabilità di rovesci nevosi fino sui fondovalle, più intensi lungo la dorsale appenninica
temperature in diminuzione sia le minime che le massime (intorno allo zero anche in pianura), ventilazione debole o moderata per
venti tendenti a disporsi dal pomeriggio dai quadranti settentrionali, rinforzi del vento nelle aree di maggiore instabilità.
Venerdì 30 gennaio
Al mattino cielo irregolarmente nuvoloso con residua instabilità lungo i rilievi, miglioramento
graduale dalla tarda mattinata con ampi rasserenamenti.Venti deboli settentrionali con tendenza a provenire
da nordest. Stazionarie le temperature massime, in calo ulteriore le minime abbondantemente sotto lo zero.
Tendenza Sabato 31 gennaio
Al mattino cieli poco nuvolosi e temperature basse, ventilazione debole od assente, possibilità di
estese gelate. Probabile aumento della nuvolosità dal pomeriggio/sera, a partire da ovest.
Temperature minime in calo, massime in incipiente aumento.
Mandate a cagare il Grande Fratello e chi lo guarda: Segnaliamo per sabato 31 gennaio alle ore 21.00 su RAI 3 la Puntata di Gaia - Il Pianeta che vive.
Si "esplorano" le Grotte di Toirano, l'imponente rete fognaria di Roma e i tunnel e le caverne dello Yucatan.
Speriamo che il geologo con il martello appiccicato sulla mano (folgore o paralisi?) dica qualcosa di buono e che la trasmissione valga almeno il canone che paghiamo.
"Gaia" secondo me non brilla certo per chiarezza, sono preoccupati a dare spettacolo, speriamo che non ci raccontino che per la prima volta stanno esplorando un nuovo ramo delle Grotte di Toirano con tanto di telecamera, speriamo che Mario Tozzi non si incastri su qualche strettoia e che riesca a sbiacicare due parole concrete tra un sospiro e un'esclamazione gaudiosa.
Per la serie: ..ed ecco a voi...
Il sito delle Scuole di Speleologia Sarde della Società Speleologica Italiana: http://www.cnsssa.cjb.net/
Notizia di Andrea Gaviano
Commissione Nazionale Scuole di Speleologia della Società Speleologica Italiana
Comitato Esecutivo Regionale – Sardegna
Abbiamo il piacere di comunicarVi che nei giorni 20 e 21 Marzo c.a., presso il rifugio del
Gruppo Grotte Ogliastra di PerdasdeFogu, che ne
curerà la logistica, si terrà lo stage di qualificazione per AI (aiuto istruttori) e IT (istruttori di tecnica) della Commissione Nazionale Scuole di Speleologia – SSI.
Per poter partecipare all’esame, devono essere presentati i seguenti documenti:
· Tessera SSI con bollino 2004.
· Oppure ricevuta di pagamento conto corrente iscrizione SSI per l’anno 2004.
· Oppure documentazione di altra compagnia assicurativa equipollente.
· Documento di identità.
· Curriculum speleologico dettagliato firmato dal direttore della scuola CNSS – SSI.
· Domanda di partecipazione debitamente compilata.
Inoltre i partecipanti dovranno essere provvisti di attrezzatura personale per progressione su corda come da regolamento.
Scarica il file per la domanda di iscrizione
Scarica il Programma dei due giorni di corso
Notizia di Francesco De Grande (OSM Sottosopra - Modena)
La Val Serenaia dal 2000 in poi - Apuane settentrionali (LU)
Ovvero perchè nel marmo è più difficile esplorare che nel calcare selcifero?
Forse non tutti sanno che da circa dieci anni la Val Serenaia, una volta
considerata la cenerentola delle generose (speleologicamente parlando) Alpi
Apuane sta riservando grossissime sorprese. La prima sensazionale scoperta è
stata fatta tra il 1994 e il 1996, quando venne esplorata la
Buca del Pannè,
cavità di grandi dimensioni interemente sviluppata nei calcari selciferi
(oggi è un vero e proprio sistema con 4 ingressi, circa 600m di dislivello e
oltre 5 km di sviluppo), considerati fino a quel momento non idonei a
contenere un così vasto vuoto ipogeo. Un po' più in alto, a 1700m di quota,
c'è un altra grotta, la Buca dei Canneggiatori (-380 per oltre 1 km di
sviluppo) che non fa parte del sistema (almeno per ora).
La seconda scoperta è relativa al percorso sotterreneo delle acque, che
contrariamente ad ogni ipotesi fino ad allora formulata, trovano la loro
risorgenza a Nord, presso l'abitato di Equi Terme, ad una distanza in linea
d'aria di oltre 7 km. Poi in anni più recenti le colorazioni effettuate in
Carcaraia dalla Federazione Speleologica.Toscana (FST) confermavano il
percorso delle acque (Saragato-Ariaghiaccia e recentemente Mani Pulite),
aumentando ancor di più le dimensioni dell'ipotetico bacino d'assorbimento
che alimenta Equi. Le nostre ricerche si sono così spostate verso i marmi
che affiorano sul lato nord-ovest della valle, marmi purtroppo gravemente
"disturbati" dal frenetico lavoro di estrazione del marmo (oggi ancor più
grave in quanto la produzione di ghiaia dal marmo genera una modalità di
estrazione se possibile ancor più selvaggia, tanto va tutto macinato in
frantoio!).
Nella fascia del marmo sono state individuate decine di cavità, piccole e
grandi. Dalla Buca Giovo (-20) all'Approfitterol (-150). Solo tre di queste
sono però diventate abissi di un certo rilievo (nell'ordine: anno 2000, Buca
Libre -300; anno 2001, Abisso Tuttelame -305; anno 2003 - Buca Nuova (nome
provvisorio) -315). Quest'ultima è ancora in esplorazione e al contrario
delle altre buche (ingressi bassi con forti correnti d'aria che
disgraziatamente si perdono ad una certa profondità, terminando in strettoie
impraticabili) qui l'aria c'è sempre, e per di più da -250 inverte
decisamente puntando ad un ulteriore ingresso basso. La cosa che ci lascia
un po' perplessi è che, diciamo così, va nella direzione "sbagliata", e cioè
mentre tutti sappiamo che l'acqua va a nord e quindi tutte le buche che si
trovano in un area più a nord della Carcaraia e del Pannè (come queste) sono
più interessanti, queste tre si dirigono (tutte e tre!) verso sud-sud-ovest.
So già che chi non è esperto di Apuane ci sta capendo poco o nulla, ma è
come se il marmo di val Serenaia volesse smentire quello che i calcari
selciferi ci hanno confermato, come se volesse prendersi una rivincita e
portarci più a sud, alla sorgente del Frigido! Una specie di girotondo delle
acque, un simil Acquafan di Riccione.
Certo, queste sono solo ideuzze per scherzare un po'; ancora non si può dire
nulla, quest'ultima buca può sempre invertire il suo senso di marcia,
trovare altre fratture importanti e dirigersi a nord (in fondo ci sono oltre
700 di dislivello prima di toccare la quota della risorgente, e le acque che
da Carcaraia vanno ad Equi (270 slm) si muovono certamente a una profondità
maggiore del nostro misero 1000m slm). E' sicuramente presto per parlare di
colorazioni anche nei marmi di Serenaia, anche se...
Per la cronaca: la Buca Nuova è stata trovata nella caldissima estate del
2003, scavando letteralmente fra i sassi lungo un canale appena dentro il
bosco, inseguendo il filo d'aria fredda che ne usciva. Si sviluppa per 540
metri con una sequenza classica pozzo meandro pozzo, e scende per 315m.
A -130 si incontra un primo sifone alla base di un p15. Traversando il pozzo
senza scenderlo si raggiungono altri ambienti che portano al primo vero
meandro fossile (-250). A - 300 si torna sull'attivo. L'esplorazione è
condotta dal binomio emiliano (OSM Sottosopra di Modena / GSPGC Reggio
Emilia) e dal GSL Lucca. Come al solito non mancano i nostri amici di
Catania, sempre presenti, quando possono, alle esplorazioni in val Serenaia.
Il 14° Congresso Internazionale dell'Union International de Speleologie si svolgerà in Grecia dal 21 al 28 Agosto 2005.
Lo ha annunciato La Società Speleologica Ellenica che lo organizzerà insieme al Ministero della Cultura.
Visita il sito ufficiale: http://www.14ics-athens2005.gr/english.php
Leggiamo da Spilaio che durante una immersione speleosub sono state ritrovate ossa di numerosi animali a Diros, mentre una campagna di scavo alla Grotta Kalamakia, nella regione della Laconia, ha riportato alla luce diversi oggetti del paleolitico Medio. Ecco le notizie e gli approfondimenti: http://www.zenas.gr/site/home/detail.asp?iData=625 la notizia dei ritrovamenti è in inglese e non necessita di particolari configurazioni per la lettura, mentre per visionare i testi del sito nell'alfabeto greco è necessario selezionare dalla barra di explorer: Visualizza/codifica/altre/greco(windows)
Visto che va di moda parlare di Marte, due paroline sulle grotte marziane...
Mesi fa ho rischiato di passare per visionario ipotizzando la presenza di cavità sotterranee su Marte; la mia conclusione era che visto che gli scienziati avevano dato per quasi certa la presenza abbondante di acqua nel sottosuolo, va da se che doveva essere contenuta all'interno di spazi vuoti tra le rocce marziane.
Qualcuno è andato oltre, ipotizzando grotte di origine vulcanica (lava tubes) ossia antichi letti di colate vulcaniche sotterranee ormai raffreddate. L'ipotesi è quella di sfruttare l'ambiente sotterraneo per iniziare la costruzione di strutture al di sotto della crosta marziana per poter accogliere l'uomo in un ambiente un pò meno disagevole di una superficie estremamente esposta alle radiazioni solari... insomma, non sono l'unico pazzo, chissà chi saranno i futuri speleologi marziani? C'e' un sito (in inglese) dove sono andati molto avanti con la fantasia: http://www.highmars.org/niac/index.html
The XIth International Symposium on Vulcanospeleology will be held at Madalena (Pico Island, Azores), between 12 and 17 May 2004
Tutte le notizie del simposio su questo sito: http://www.multi.pt/speleoazores/index.html
Notizia di Antonio Danieli
Il Gruppo Grotte Trevisiol del C.A.I. di Vicenza
organizza per domani 27/gennaio
Presso l'auditorium Cannetti
centro Vicenza nei pressi del teatro Olimpico del Palladio
alle ore 21.00
una serata culturale dedicata alla Speleologia
con proiezione dei diaporami 3D prodotti dalla
Federazione Speleologica Veneta
commissione fotografica
e Lido & Simone Andreella
Programma
Presentazione delle attività del Gruppo Grotte Trevisiol
"Assenza" è il titolo del racconto di Jorge Fernàndez Era,
dal quale è liberamente tratto l'audiovisivo. Di Lido & Simone Andreella
3D "L'acqua che berremo" l'acqua nei suoi molteplici aspetti e l'impegno della speleologia italiana nel valorizzarla e difenderla. Federazione Speleologica Veneta
3D "i nostri prossimi documentari" anteprima dei documentari in produzione della commissione fotografica F.S.V.: Cansiglio, Lessini, opere ipogee del Veneto, nuovo il carsismo del Vicentino e gessi Bolognesi. Federazione Speleologica Veneta
"Immagini di speleologia Cubana" bakstage della spedizione di documentazione fotografica 3D svoltasi a Cuba Maggio 2003. Società Speleologica Italiana - Sociedad Espeleologica de Cuba - Federazione Speleologica Veneta
3D "Cuba... l'altra dimensione" risultato della spedizione di documentazione fotografica svoltasi a Cuba Maggio 2003. Società Speleologica Italiana - Sociedad Espeleologica de Cuba - Federazione Speleologica Veneta
vi aspettiamo
Stà girando in rete un messaggio da inviare a vari gruppi parlamentari ed associazioni; è un appello a pensare bene a quello che i signori politici stanno decidendo a proposito di acqua. Personalmente sono contrario alle catene di Sant'Antonio e lo "spamming" potrebbe anche essere perseguito penalmente, ma per dovere di cronaca riporto il testo e le motivazioni che hanno spinto delle persone a realizzare una lettera di protesta.
La Legge Finanziaria entra nel vivo e le sorprese non sembrano finire. Oggi pomeriggio nell'aula di Montecitorio fanno il loro ingresso, ben protetti dal voto di fiducia, i ponderosi maxi-emendamenti presentati dal Governo, di
fatto una nuova Finanziaria che interviene per censurare le parziali aperture introdotte solo due mesi fa in materia di gestione dei servizi idrici.
I punti maggiormente critici contenuti nei maxi-emendamenti, e segnalatici dagli eletti che sostengono il Contratto Mondiale dell'acqua sono:
1.Il Governo nel maxi-decreto aveva ripristinato la possibilità da parte degli Enti locali di affidare direttamente ad aziende pubbliche, tra le quali i consorzi di comuni, la gestione di alcuni servizi pubblici tra i quali l'acqua. Oggi nei maxi-emendamenti costringe gli affidatari del servizio a non riparare da soli le reti e gli acquedotti, ma ad indire
apposite e costose gare d'appalto portando le riparazioni sempre
all'esterno;
2.Si modificano le normative di settore, consentendo, in nome del diritto alla concorrenza, ulteriori privatizzazioni nelle diverse funzioni legate alla gestione dei servizi idrici. Ci chiediamo a quali condizioni i cittadini dovrebbero poter scegliere tra diversi fornitori d'acqua, senza la moltiplicazione devastante di reti e impianti, ma anche di subappalti.
Per questo, come Contratto Mondiale dell'Acqua, invitiamo tutti i cittadini, le organizzazioni e i movimenti che hanno sostenuto la campagna di pressione via internet per la difesa dell'acqua come bene comune dell'umanità, a continuare a inondare di mail il Parlamento: abbiamo ancora pochissime ore.
Messaggio da spedire:
All'att.ne dell'On/Sen..
Siamo fortemente preoccupati per i possibili emendamenti all'articolo 14 del decreto 269/03 collegato alla legge Finanziaria 2004, che stabilisce il diritto dei Comuni di affidare la gestione dei servizi locali a società interamente pubbliche, senza obbligo di gara. Convinti che l'acqua sia un bene comune che appartiene a tutti i cittadini, la cui gestione debba restare a livello di territorio e saldamente ancorata a meccanismi di democrazia partecipativa, crediamo che l'affidamento diretto, come previsto dall'attuale versione dell'articolo 14 del testo in discussione, sia un passaggio irrinunciabile per rispondere alle esigenze di trasparenza, universalità e controllo pubblico nell'erogazione di un bene vitale come l'acqua, come dimostra l'esperienza di molti Paesi esteri.
Siamo profondamente convinti che il diritto all'acqua non possa essere subordinato alle esigenze di profitto di poche imprese, italiane o europee, e ci permettiamo di segnalare gli effetti negativi che si sono registrati dove hanno già sperimentato la privatizzazione e che sono sotto gli occhi di tutti: casi di fallimento della gestione privata, aumento delle tariffe, peggioramento dei servizi e delle manutenzioni, aumento dei consumi e delle perdite, conseguenze incompatibili con l'interesse collettivo.
Per questo come cittadini, ci opponiamo a qualunque tentativo di modifica dell'articolo 14 teso a restringerne la portata, come proposto da alcune forze politiche della maggioranza e dell'opposizione, e chiediamo a tutti i Parlamentari di agire di conseguenza in sede di dibattito e votazione, nella difesa dei diritti dei cittadini e delle comunità locali
Nome Cognome e città
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Segretario: Alfonso Pecoraio Scanio - pecoraro_a@camera.it
Capogruppo Senato: Stefano Boco - intver01@senato.it s.boco@senato.it
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Capogruppo Camera: Luciano Violante - VIOLANTE_L@camera.it
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Udc
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Rocco Buttiglione: BUTTIGLIONE_R@camera.it
Marco Follini: FOLLINI_G@camera.it
Acqua potabile
25 dicembre 2003 sono entrate in vigore le nuove disposizioni in materia di acque potabili, quelle del rubinetto, per interderci. Il vecchio Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 236 del 1988 che le regolava, va in pensione (si dovranno attendere ancora specifiche norme tecniche da approvare con appositi decreti ministeriali) ed entra definitivamente operativo il nuovo Decreto Legislativo (D. L.vo) n.31 del 2001 che applica una apposita direttiva dell’Unione Europea.
Proviamo a vedere alcune differenze.
I parametri, cioè la varie sostanze analizzate, pur rimanendo dello stesso numero sono decisamente cambiati: si va verso un controllo di acque a più rischio di inquinamento chimico e di acque potabili di provenienza dai sistemi di potabilizzazione. Infatti oltre che a due controlli sugli antiparassitari si ricercano sostanze di provenienza industriale a rischio tossicologico quali il cloruro di vinile, benzene, benzopirene, trieline, dicloroetano. Bromati ed epicloridina, possono provenire dagli impianti di trattamento il primo come risultato dell’utilizzo dell’ozono per la disinfezione delle acque, l’altro come residuo del trattamento in sostituzione al cloro.
Va detto comunque, che se si escludono quelli di competenza delle regioni come la radioattività, quelli previsti per le acque potabili in bottiglia, quelli accessori (lo dice la parola), lasciati alla discrezionalità delle Az. U.s.l. , quelli usati da pochissimi impianti di depurazione, i parametri di controllo calano evidentemente di numero, rispetto alla precedente norma (50 su 62).
Si passa dalle 5 classi di parametri (organolettici, chimico-fisici, sostanze indesiderabili, sostanze tossiche, microbiologici) del DPR 236/88 alle 3 classi (microbiologici, chimici, indicatori del D.L.vo 31/01. A questi vanno inoltre aggiunti il nuovissimo controllo sulla radioattività dell’acqua e una serie di parametri accessori di tipo microbilogico, che verranno ricercati “a giudizio dell’autorità competente”.
Nei parametri batteriologici, vanno aggiunte delle analisi specifiche da effettuarsi sull’acqua potabile “messe in vendita in bottiglie o contenitori”. Un ulteriore sistema di approvvigionamento di acque alimentari che si aggiunge a quelli esistenti e previsto dall’articolo 2 comma 1. Da quando è stato pubblicato il nuovo decreto legislativo, moltissime aziende del settore, si sono lanciate su questa nuova fetta di mercato delle acque e su molti nostri supermercati si può trovare questa acqua potabile in bottiglia a basso costo. E’ anche la stessa, proposta per i nostri bambini, dopo essere stata “microfiltrata” o “ultrapurificata” e con prezzi elevati.
Per la vecchia normativa era sufficiente superare uno qualsiasi dei 62 parametri per andare in difformità e così obbligare i sindaci ad emettere specifiche ordinanze; diversamente si applicava il codice penale.
Con la nuova normativa se si superano i parametri batteriologici e chimici (30 in tutto) ci sono solo sanzioni amministrative da 10.329 € a 61974 €; per il superamento dei parametri indicatori non è prevista alcuna sanzione.
In caso di difformità dei parametri “l’autorità d’ambito (figura aggiunta dal D. L. vo: è il sindaco se l’acquedotto è locale, o l’Autorità Territoriale Ottimale ATO, se l’acquedotto fornisce più cittadine e comunque ”fino alla piena operatività del servizio idrico integrato”), d’intesa con l’azienda unità sanitaria locale e con il gestore, individuate tempestivamente le cause della non conformità, indica i provvedimenti necessari per ripristinare la qualità, dando priorità alle misure di esecuzione, tenuto conto dell’entità del superamento del valore del parametro pertinente e del potenziale pericolo per la salute umana”.
L’ente gestore (può essere anche una società o un gruppo privato) è obbligato ad avere laboratorio di analisi interno, o a convenzionarsi con laboratori di altri gestori idrici, al fine di garantire un controllo adeguato e continuo, anche se poi il giudizio di conformità dell’acqua spetta all’Azienda U.s.l. .
Le frequenze delle analisi previste dal DPR, dipendevano dal numero degli abitanti ed erano raddoppiate l’analisi batteriologiche delle acque sottoposte a disinfezione (in comuni da 5.000 a 10.000 abitanti una al mese), nel controllo minimo dei parametri.
Ora con la nuova normativa è previsto il “controllo di routine” che accerti l’analisi di 3 parametri batteriologici e 11 chimici (14 in tutto) di cui solo due sanzionabili se si superano i valori previsti (l’escherechia coli ed i nitriti, quest’ultimi da rilevare solo se si usa cloroammina come disinfettante, che negli impianti di potabilizzazione pochi usano).
Tutti gli altri parametri previsti dalla normativa rientrano nel controllo di verifica.
Questo ultimo tipo di controlli viene effettuato in base ai metri cubi di acqua fornita. Se prendiamo comuni tra 5.000 e 10.000 abitanti (nella stessa normativa è indicato un consumo orientativo per abitante di 200 litri al giorno), essi rientrano tra i 1000 e 10.000 metri cubi di acqua fornita, per cui in un anno, si effettueranno 4 “controlli di routine” fissi, più 3 ogni 1000 metri cubi al giorno del volume d’acqua fornita ed un “controllo di verifica” annuale: decisamente inferiori rispetto alla vecchia normativa.
In caso di difformità non si sa bene se occorrerà emettere le vecchie ordinanze di divieto di uso dell’acqua: infatti l’articolo 12 prevede tra le competenze delle Regioni, la gestione delle emergenze, le deroghe ai valori dei parametri, i poteri sostitutivi in caso di inerzia delle autorità locali e la definizione delle competenze delle Aziende U.s.l. . Gli stessi laboratori pubblici, seppure certificati, non sono ancora in grado di garantire tutte le analisi dei parametri previsti dalla nuova norma.
Una curiosità va detta: alla prima uscita del decreto esso conteneva una serie di errori ed imprecisioni, che si è dovuto rifare una norma correttiva il D. L. vo n°27 del 2.2.2002, di diverse pagine, al fine di abrogare gli articoli e commi errati e sostituirli con quelli corretti, nonché inserire le parti mancanti.
Come possiamo tutelarci come consumatori?
Non servirebbe certo buttarsi all’acquisto delle cosiddette, “acque minerali”.
Esse soffrono degli stessi rischi di inquinamento delle acque potabili e, fra l’altro, con alcuni parametri tollerati in dosi maggiori: arsenico 5 volte, manganese 40 volte, boro 5 volte, bario 1 microgrammo al litro quando nelle acque potabili deve essere assente, fluoro nessun limite mentre al rubinetto 1,5 milligrammo al litro ( si legga a questo proposito il libro di Giuseppe Altamore “Qualcuno vuol darcela a bere”).
Le stesse normative da tempo parlano di doppia rete (la legge n.36 del 1994 ed il Decreto Ministero della Sanità n.443 del 1990) una per l’impianto tecnologico l’altra per uso alimentare, ottenibile anche attraverso la messa in opera di appositi apparecchi di trattamento domestico delle acque potabili.
Una ulteriore possibilità, sarebbe il riutilizzo e la rivalorizzazione delle numerose sorgenti di cui è ricco tutto il nostro territorio. Ce ne sono moltissime di buona qualità che con piccoli interventi, ripulitura, sistemazione, applicazione di lampade battericida alimentate magari da celle fotovoltaiche, possono fornici acqua pubblica, non manipolata e soprattutto ben lontana dagli interessi economici delle multinazionali del settore. Si potrebbe inoltre chiedere l’applicazione della vecchia disposizione, sull’utilizzo pubblico di un rubinetto esterno situato presso le sorgenti di imbottigliamento delle acque.
Occorre ancora, come cittadini, chiedere la visione delle analisi delle nostre acque pubbliche, comprese quelle prodotte dai laboratori del gestore dell’impianto; anche l’azienda privata che gestisce un bene pubblico deve dare la possibilità di accedere alle analisi prodotte dal proprio laboratorio, cosi come prevede il D. L.vo n. 39/97 sulle informazioni ambientali. Uno stimolo per il gestore a fare bene le cose, sotto il controllo continuo dei propri utenti.
Bibliografia
Pasquale Merlino “Che acqua beviamo” ed. Ma.C.An.Fra 1999 Lavello Pz
Giuseppe Altamore “Qualcuno vuol darcela a bere” Fratelli Frilli ed. 2003
Genova
Le leggi
D. P. R. n. 236 del 24.5.88 la vecchia norma sulle acque potabili
D. L.vo n. 31 del 2.2.2001 la nuova norma sulle acque potabili
D. L.vo n.27 del 2.2.2002 contiene le modifiche al D. L.vo n.31/2001
D.L.vo n. 105 del 25.1.1992 relativa alle acque minerali
D. M. Sanità n.542 del 12.12.1992 caratteristiche acque minerali
D. L.vo n.339 del 4.8.1999 acque di sorgente e minerali
D. M. Sanità del 31.5.2001 modifiche al D. M. n. 542/92
D. M. Sanità n.443 del 21.12.1990 sulle apparecchiature per il trattamento domestico delle acque potabili.
Link
www.contrattoacqua.it
www.acqua.com
www.acquaminerale.net
Testo di Giuseppe Dini
Tratto da: www.dirittoambiente.com
...e adesso scusatemi perchè dopo aver letto l'elenco dei politici che ci rappresentano mi è venuto un conato di vomito...
a cura della coop. Naturalia (G. Angeloni - M. Cavallucci - F. Pauselli)
SITUAZIONE domenica 25/01/2004
Attualmente l'Italia si trova nel punto d'incontro tra aria fredda proveniente dall'est Europa ed aria
umida più tiepida proveniente dall'Atlantico. Questo scontro, esaltato da temperature al suolo
molto basse insieme ad un fronte atlantico più organizzato proveniente dalla Francia, ha prodotto nella
giornata di domenica nevicate fino a
bassa quota in molte zone del centro-nord. Da lunedì sera
un intenso minimo depressionario atlantico raggiungerà l'Italia seguito da una serie d'impulsi di
aria fredda di origine artica, ciò darà inizio ad una fase di tempo instabile a tratti perturbato e si rinnoveranno le condizioni per precipitazioni localmente intense e nevose fino
a quote medio-basse al centro-nord, localmente abbondanti in Pianura Padana e sui rilievi del centro. Per l'Umbria si presentano le condizioni favorevoli per precipitazioni anche nevose fino in collina e localmente anche nelle zone vallive dell' alto tevere e dell' eugubino-gualdese ed in generale per le zone centro settentrionali della regione( nelle giornate di martedi e mercoledi)
PREVISIONE:
Lunedì 26 gennaio
In mattinata cieli poco nuvolosi su tutta la regione, dal pomeriggio nuova intensificazione della
nuvolosità a partire da ovest con precipitazioni dalla serata, nevose fino a quote medio-basse
soprattutto nel nord della regione.Venti deboli variabili, tendenti a disporsi da sud (deboli),temperature minime ancora sottozero in
tutta la regione, massime in temporaneo rialzo.
Martedì 27 gennaio
Al mattino ancora cielo da molto nuvoloso a coperto con precipitazioni diffuse su tutta la regione,
quota neve in temporaneo rialzo. Dal pomeriggio tendenza a graduale miglioramento con un calo
termico. Temperature minime in rialzo, massime stazionarie, con tendenza a diminuire. Venti deboli sudoccidentali in
rotazione da ovest/nordovest dalla serata.
Tendenza per mercoledì 27 gennaio
Al mattino cielo irregolarmante nuvoloso, dal pomeriggio nuovo peggioramento con
precipitazioni sparse, nevose fino a bassa quota. Temperatura in calo nelle minime e nelle
massime, venti deboli o moderati di direzione variabile, tendente a disporsi dai quadranti settentrionali.
Aggiornamenti meteo per l'Umbria www.umbriameteo.com
Notizia di Rino Bregani GGM
Attenzione, sta crollando il secondo ingresso di
puerto escondido!
siamo usciti per un pelo domenica mattina, dopo aver
effettuato la traversata e un po' di foto.
Nelle settimane scorse era già franata giu' roba,
terra e sassi, lasciando i massoni incastrati con in
mezzo niente, ma non pensavo che si sarebbero mossi
prima delle pioggie.
Invece un bel massone e' crollato e ostruisce
parzialmente l'ingresso. Si passa lo stesso, senza
imbragatura e con un
po' di fatica, ma la situazione
e' senz'altro da considerare molto instabile ed a
rischio di altri crolli imminenti, visto anche che
domenica la temperatura era 1 grado e che l'acqua
gocciolava sciogliendosi dal ghiaccio.
Un manipolo di tenaci soci del GGM dovrebbe essere
andato a vedere per cercare di sistemare o
stabilizzare l'entrata, ma non so ancora cosa siano
riusciti a fare. Vi faremo sapere se ci sono novita'.
Per la serie "speleoweb" il sito del Gruppo Speleologico Padovano si è completamente rinnovato. Andate a vederlo qui: http://www.gspd.speleo.it/ e poi ditemi se non è bello!
Certo ci vuole un certo coraggio a rimboccarsi le maniche e dire:"adesso ricominciamo tutto da capo, il sito è vecchio e deve essere rifatto tutto". Bene, i Padovani ci sono riusciti ed il risultato è proprio gradevole. Complimenti e grazie mille per aver inserito "La Scintilena" tra i link come "portale informativo"... io volevo fare solo un notiziario!
Michele Sivelli ha realizzato un bel libriccino che riassume i gruppi, i musei e le grotte italiane suddivise per regione; un pò come la speleodirectory e il libro è in vendita in libreria, ma si può acquistare anche on-line sul sito dell'ERGA EDIZIONI: http://www.erga.it/edizioni/catalogo.asp?l=L&page=9# (in questa pagina linkata lo trovate in fondo).
Premesso che io e Michele Sivelli non ci conosciamo, trovo il libretto molto comodo e utile; il prezzo è di 13 Euro.
Mercoledì 4 febbraio
I segreti del Regno dei Fanes.
Esplorazione in Pale di San Lucano.
presso la sede del CAI: Galleria San Bernardino
5/10, Padova, con inizio alle ore 21
Clicca qui per l'elenco degli incontri al Buio






