Libro degli Ospiti del Gruppo Speleologico UTEC NARNI
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Notizia dalla mailing list di speleo.it
Il Raduno SPELAION INTERNATIONAL 2003 si terrà a San Giovanni Rotondo dal 5 all'8 dicembre 2003
Nel frattempo sul sito del newsgroup speleo.it è in corso un sondaggio su chi andrà o meno al raduno, ma per rispondere bisogna prima iscriversi a yahoo.
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Non è speleologico, ma credo che il discorso guide e responsabilità penali interessi molto
La Repubblica 05/02/2003 http://www.repubblica.it/online/cronaca/gerola/avvisi/avvisi.htmlLa sciagura il 26 gennaio in Val Gerola (Valtellina) Restarono uccisi tre escursionisti. Reato: omicidio colposo Causarono la valanga mortale avvisi di garanzia per tre sciatori Accusati padre e figlio del gruppo che "tagliò" la neve ma anche la guida che conduceva le vittime
SONDRIO - Tre avvisi di garanzia sono stati emessi dalla Procura della Repubblica di Sondrio nell'ambito dell'inchiesta sulla valanga che uccise tre scialpinisti lombardi sul monte Olano in alta Val Gerola, domenica 26 gennaio. Destinatari, padre e figlio, ambedue valtellinesi del gruppo che "tagliò" la neve causando la slavina e la stessa guida alpina che accompagnava le vittime. Le ipotesi di reato riguardano omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, valanga colposa e omissione di soccorso. Gli avvisi di garanzia saranno notificati nelle prossime ore dai carabinieri di Morbegno (Sondrio) che nei giorni scorsi avevano individuato e interrogato, come persone informate sui fatti, i presunti quattro "pirati della neve" che mancavano all'appello e che furono visti transitare sul costone dal quale si staccò la massa di neve.
Al termine di una raffica di deposizioni in caserma, dove sono state ascoltate complessivamente una cinquantina di persone e sono state portate anche fotografie e diapositive scattate quel giorno da numerosi escursionisti, oggi è arrivata la svolta all'inchiesta del sostituto procuratore Luisa Russo.
Fino ad ora solo due delle quattro persone convocate in caserma giovedì scorso, solo finite nel registro degli indagati. Sono due valtellinesi, padre e figlio. I due amici del ragazzzo, studente all'Università di Pavia, che erano con loro al momento della sciagura, sarebbero stati esclusi da qualsiasi imputazione. Le indagini, dunque, avrebbero identificato con precisione i responsabili nei due indagati. Ma la loro posizione sarebbe ancora al vaglio degli inquirenti.Il terzo indagato è invece Marco Della Santa, 43 anni, residente a Piani dei Resinelli (Lecco), la guida alpina che domenica 26 gennaio accompagnava la comitiva poi travolta dalla valanga, di cui facevano parte le tre vittime: Alberto Baggioli, 25 anni, ingegnere di Lecco, Marco Greppi, 41 anni, industriale di Olginate (Lecco) e Marta Cesari, 23 anni, studentessa in Medicina all'Università di Pavia e che risiedeva a Cernusco sul Naviglio (Milano).
L'ipotesi di accusa formulata a carico della guida alpina lecchese sarebbe quella di concorso in omicidio plurimo colposo. "Questa sera - ha detto Marco Della Santa - ho ricevuto una telefonata da parte dei carabinieri di Mandello del Lario che mi hanno convocato in caserma per domani mattina per consegnarmi l'avviso di garanzia. Sono sconcertato, ritengo sia ingiusto questo provvedimento preso dai magistrati. Ho alle spalle 25 anni di esperienza in montagna e anche quel pomeriggio ho portato la comitiva lungo un percorso sicuro. A causare la tragedia sono stati i quattro che si trovavano in cima alla vetta con il loro passaggio hanno infatti tagliato la neve facendo staccare la valanga che ha investito il mio gruppo". (4 febbraio 2003)Tutta la Speleologia in un CLICK
Giornale di Vicenza di Martedì 4 Febbraio 2003
Grazie al tempestivo salvataggio sta meglio lo speleologo intossicato in una caverna a Sasso di Asiago
In grotta soccorsi sprint Le prime cure praticate già sul posto dell'infortuniodi Cristiano Carli
Ieri Matteo Scapin, il trentenne membro del Gruppo Speleologico di Malo che domenica è rimasto intossicato in una grotta nelle vicinanze della frazione Sasso (Asiago), era ancora in osservazione all'ospedale di Asiago ma le sue condizioni non destano ormai preoccupazione. A trarlo in salvo, i volontari delle squadre di Vicenza e Verona del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas), dopo che un compagno dello Scapin aveva dato l'allarme. Un mondo sicuramente affascinante quello sotterraneo, ma come ha dimostrato l'incidente di domenica, non privo di rischi. In questo caso si trattava di una persona esperta e non incline a imprudenze o improvvisazioni; si è verificata una fatalità dovuta alla concentrazione di monossido di carbonio rilasciato dal generatore che alimentava un trapano usato per attrezzare di chiodi la grotta, in vista di successive escursioni. Tuttavia accade a volte che si debba intervenire per soccorrere degli 'avventurieri' solitari, ma per fortuna non molto spesso. "Il turismo speleologico" spiega Paolo Verico, addetto stampa del 6° Gruppo del Cnsas, che copre il Veneto e il Trentino Alto Adige, "in Italia non è molto sviluppato, com'è ad esempio in Francia. Quasi tutti svolgono questa attività in gruppi speleologici organizzati; in Veneto ce ne sono trenta, dei quali otto in privincia di Vicenza. Il nostro consiglio è quello di aderire a uno di questi gruppi o almeno seguire dei corsi che vengono organizzati periodicamente". Un numero elevato di appassionati dunque, giustificato dall'alto numero di grotte presente nel nostro territorio. "In Veneto" continua Verico, "ce ne sono quasi settemila, delle quali la metà nel Vicentino. E molte di queste non sono ancora state esplorate: ogni anno ne vengono censite dalle cento alle duecento". Ma visto che anche ad uno speleologo esperto può accadere di avere un incidente in grotta, qual è la procedura da seguire in caso di difficoltà? "Il Soccorso Alpino e Speleologico è convenzionato con il servizio di emergenza sanitaria, quindi si può chiamare il 118. Ma è bene conoscere anche i numeri telefonici utili che ogni anno pubblichiamo in un pieghevole distribuito a tutti i gruppi speleologici". Il Soccorso Alpino e Speleologico conta in Veneto un centinaio di volontari che, soprattutto nell'ultimo decennio, si sono attrezzati con mezzi molto moderni e ogni intervento viene effettuato con la presenza di medici e infermieri, in modo da poter prestare eventuali cure già sul posto, all'interno della grotta. Proprio com'è successo domenica: un esempio di intervento perfettamente riuscito.
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Come si formano le grotte e le concrezioni?
Entrare in grotta ha qualcosa di magico. Sembra quasi di affacciarsi a una finestra che dà su un altro mondo.
Sul sito della Rai
all'indirizzo http://www.raitre.rai.it/R3_popup_articolofoglia/0,6844,61^77,00.html c'e' ancora il servizio che Ulisse ha dedicato al mondo sotterraneo lo scorso 20 aprile 2002, l'unica trasmissione per cui è valso pagare il canone lo scorso anno...
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Notizia di Pavel Bonato
Vi ricordo che dal 4 al 6 Aprile si terrà al C.A.V.E.S. il corso nazionale di "Tecniche di soccorso e autosoccorso in grotta" organizzato dallo Speleo Club Valceresio in collaborazione con la IX Zona di Soccorso Speleologico - Lombardia.Tra qualche giorno (una settimana al massimo) pubblicheremo sul sito il programma che poi verra spedito a tutti. Vi ricordo anche che il corso è anche valido come aggiornamento per i quadri SNS CAI.
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